Petrolio: scorte Usa in rialzo ma in linea stime, WTI si avvicina a $38
ROMA (WS) – I prezzi del petrolio accelerano al rialzo dopo la pubblicazione, da parte dell’agenzia Usa dell’Energia, dei dati settimanali sulle scorte.
La Energy Information Administration ha reso noto che, nella settimana precedente, le scorte di petrolio curde sono salite di 3,9 milioni di barili, a un totale di 521,9 milioni, comunque in linea con le attese.
Le scorte di benzina sono crollate di ben 4,5 milioni di barili, mentre quelle del carburante distillato sono scese di 1,1 milioni.
I futures sul petrolio scambiati a New York sono saliti di 50 centesimi subito dopo la diffusione dei numeri, accelerando al rialzo fino a $37,75 alle 16.36 ora italiana, e al momento salgono +2,19% a $37,30.
Il Brent, dopo aver testato il record in tre mesi oltre $41 nella sessione di ieri, avanza +1,94% a $40,42.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.