Eurozona, dopo cinque mesi torna la deflazione
Per la prima volta in cinque mesi l’area euro è tornata in deflazione. Dopo i dati deludenti sui prezzi al consumo in Francia e Germania della scorsa settimana era nell’aria che l’area euro fosse finita in una fase di tassi di inflazione sotto zero.
I prezzi sono scesi dello 0,2% in febbraio. I dati pubblicati da Eurostat sono inferiori alle attese: è la prima lettura sotto zero da settembre.
Come era lecito attendersi, a pesare sull’indice generale è stata la componente energetica ma anche altre aeree dell’economia hanno registrato tassi di inflazione molto deboli. L’indice di inflazione ‘core’, che non tiene conto degli elementi più volatili quali cibo ed energia, è calata di appena a un livello di appena lo 0,7% a febbraio, dopo l’1% di gennaio.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.