Banche italiane, Cerved: recupero crediti, in media oltre sette anni
ROMA (WSI) – In assenza di una vera spinta verso le cartolarizzazioni lo stock delle sofferenze delle banche italiane in futuro rimarrà a “livelli elevati”. E’ quanto ha affermato il Cerved, nel corso di un’audizione in commissione Finanze della Camera.
Secondo il Cerved:
“anche con ipotesi di moderata ripresa dell’economia e di forte abbattimento dei tempi della giustizia, le sofferenze rimarrebbero nel 2020 su livelli non sostanzialmente diversi da quelli attuali”.
Sul recupero dei crediti:
attualmente “stimiamo in media (un tempo) di circa 7,3 anni, che rappresentano un pesante gap rispetto ai nostri partner europei”. La situazione può migliorare, grazie alle norme per ridurre la durata dei fallimenti, per velocizzare le procedure e puntare sul concordato preventivo. Tutti questi fattori potrebbero avere un “impatto significativo” nel recupero dei credito.  “Queste norme necessitano però di tempo per dispiegare pienamente gli effetti positivi: in base alle nostre simulazioni, lo stock di sofferenze rimarrebbe nel 2020 a livelli elevati anche con una riduzione significativa delle tempistiche (175 miliardi di euro in base allo scenario di Banca d’Italia, 197 miliardi in base alle tempistiche previste dagli operatori, 216 miliardi con i tempi attuali)”.
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