Italia, va male il settore manifatturiero a gennaio
ROMA (WSI) – Perde slancio il settore manifatturiero italiano che nel mese di gennaio si è attestato a quota 53,2 punti rispetto ai 55,6 punti della passata rilevazione e contro i 54,8 punti attesi dagli analisti. A renderlo noto l’indagine mensile congiunturale sui direttori acquisto di categoria elaborato da Markit e Adaci.
Poco confortanti anche i numeri dell’Eurozona. Eccezione positiva è la Spagna, con l’indice PMI manifatturiero nel mese di gennaio è stato pari a 55,4 punti ( contro i 53 punti della passata rilevazione).
In stagnazione la Francia dove l’indice è calato a quota 50 punti, mentre il PMI complessivo manifatturiero dell’Eurozona si è attestato a quota 52,3 punti.
A pesare sull’indice PMI manifatturiero italiano, la contrazione della componente dei nuovi ordini, che è passata a 54,4 a gennaio da 58,0 di dicembre.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.