Gartner: vendita record nel 2016 per l’hi tech
STAMFORD (WSI) – Il 2016 è iniziato da poco e già si fanno le previsioni su quanta “fame” di tecnologia avremo. A darle è Gartner, multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell’Information Technology che ha previsto un aumento delle vendite nel settore hi-tech in tutto il mondo.
Le spedizioni totali in tutto il mondo di PC, smartphone, laptop e tablet raggiungeranno 2,4 miliardi entro il prossimo anno, ma ci saranno le sorprese. Secondo Gartner i tradizionali pc come desktop e notebook diminuiranno in maniera graduale passando dalle 246 milioni di unità del 2015 ai 219 milioni del 2018.
Cresceranno invece i dispositivi ultramobile (sia premium sia basic), arrivando a 290 milioni nel 2018 mentre la crescita sarà lenta invece per gli smartphone che nel 2018, arriveranno poco sopra i 2 miliardi. Infine per quanto riguarda i sistemi sistemi operativi, Gartner prevede che il protagonista in ambito business sarà Windows 10.
Breaking news
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti