Banca Ifis, utile netto 2015 in crescita +69%
MILANO (WSI) – Utili in crescita a doppia cifra quelli di Banca Ifis, che ha archiviato il 2015 con 162 milioni di euro di utili netti segnando un incremento del 69% rispetto all’anno precedente. L’istituto di credito ha sperimentato una forte crescita anche del margine di intermediazione pari a 408 milioni (+43,6%), e dell’utile netto della gestione finanziaria di 373,7 milioni (+49,7%).
E’ migliorato anche il Common Equity Tier 1, che è passato dal 13,89% al 14,68%, mentre il rapporto sofferenze/impieghi del settore crediti commerciali è all’1,1%. Così Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis:
“Il 2015 è stato un anno buono, per alcuni aspetti straordinario. Gli utili hanno raggiunto un livello di eccellenza, la crescita è stata vigorosa, la qualità del credito continua a essere uno degli elementi di forza della banca”.
Per il 2016 l’amministrazione prevede di continuare a migliorare la redditività. Le azioni Banca Ifis avanzano oggi a Piazza Affari del 4,9% a 25,99 euro. La banca, specializzata nella gestione dei crediti deteriorati ha raddoppiato, nell’ultimo anno, la capitalizzazione di borsa.
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.