Goldman Sachs patteggia, paga 5 miliardi per le cartolarizzazioni sui mutui
Goldman Sachs ha deciso di patteggiare e di risolvere col pagamento di 5 miliardi le dispute legali che hanno messo sotto accusa gli Rmbs emessi dalla banca d’affari americana. La sigla sta per residential mortgage-backed securities, cartolarizzazioni di mutui che hanno contribuito al rigonfiamento della bolla immobiliare del 2008, con il conseguente crollo di tali titoli. Goldman Sachs ha quindi raggiunto l’accordo con il Dipartimento di Giustizia, i procuratori degli stati di New York e Illinois, la National Credit Union Administration, e le Federal Home Loans Banks di Chicago e Seattle per la risoluzione delle cause civili. Nello specifico la banca d’affari pagherà 2,5 miliardi in sanzioni, e dovrà restituire ai consumatori danneggiati 875 milioni cash più 1,8 miliardi tramite vari programmi.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo