Terrorismo, Stati Uniti: arrestati due rifugiati da Iraq e Siria
Due uomini provenienti dal Medio Oriente arrivati negli Stati Uniti come rifugiati sono stati arrestati con l’accusa di terrorismo dalle autorità federali della California e del Texas. A renderlo noto le autorità americane. Gli arresti sono gli ultimi di una serie di casi analoghi realizzati nella campagna avviata dagli Stati Uniti contro l’estremismo islamico in cui sono stati effettuati più di 75 arresti.
L’uomo arrestato a Houston, Omar Faraj Saeed Al-Hardan, è entrato negli Stati Uniti come profugo iracheno nel novembre 2009, mentre l’altro, Aws Mohammed Younis Al-Jayab, 23, è arrivato negli Stati Uniti nel 2012 come rifugiato dalla Siria.
Nessuno dei due è stato accusato di complottare un attacco contro gli Stati Uniti, ma su uno di essi pende l’accusa di sostenere il gruppo militante dell’ISIS d’oltremare ed entrambi sono stati accusati di fornire informazioni false sui loro legami con ciò che sono stati descritti come i gruppi terroristici internazionali.
Il vicegovernatore del Texas Dan Patrick, in merito all’arresto avvenuto a Houston pone l’accento sulla necessità per lo stato del Texas di bloccare il reinsediamento dei rifugiati siriani.
“E’ esattamente ciò che abbiamo ripetutamente detto che poteva accadere all’amministrazione Obama. Per questo non vogliamo che i profughi arrivino in Texas. Ci sono seri dubbi su chi siano realmente queste persone come dimostra l’arresto di oggi”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.