Rallentamento Cina potrebbe essere peggiore delle statistiche ufficiali
L’economia della Cina potrebbe essere in fase di rallentamento anche più marcata rispetto a quella indicata nelle statistiche ufficiali: è quanto si legge in uno studio degli analisti del China Beige Book, basato a New York. Il report dell’istituto privato mostra che una serie di indicatori (prezzi, profitti, assunzioni, prestiti, e altri ancora) hanno registrato performance più deboli nel quarto trimestre, rispetto a quello precedente.
A soffrire sono tutti i settori, compresi quelli di maggior valore per l’economia cinese: manifattura e servizi. Inoltre diminuisce anche il ritmo di crescita dei salari, mentre si riduce l’offerta di lavoro. “Il governo potrebbe non essere in vena di riconoscere ufficialmente che il rallentamento è peggiorato, ma sarà difficile da nascondere”, scrivono gli autori del report Leland Miller e Craig Charney.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play