10:42 mercoledì 2 Dicembre 2015

Bce, domani il grande giorno. Le previsioni del capo economista di GAM

MILANO (WSI) –  Occhi puntati su domani, quando la Bce comunicherà la propria decisione sui tassi di riferimento e quando, in occasione della consueta conferenza stampa successiva all’annuncio, Mario Draghi potrebbe annunciare nuove misure di politica monetaria espansiva. Così Larry Hatheway, Capo economista di GAM:

“Le aspettative del mercato sono alte e comprendono un taglio nel tasso di deposito di 20-25 punti base e l’espansione del programma di acquisti della BCE. Sebbene la BCE, durante il mandato di Draghi, sia stata generalmente in grado di raggiungere o superare le aspettative del mercato, la questione potrebbe essere diversa questa settimana. La crescita nell’Eurozona si è stabilizzata da quando Draghi ha annunciato il suo programma di acquisti ad ottobre. E mentre il tasso d’inflazione rimane ben al di sotto dell’obiettivo di Francoforte, gli effetti di base suggeriscono una qualche accelerazione nei prossimi mesi. Personalmente, non mi sorprenderebbe assistere un taglio più modesto di 10 punti base nei tassi di deposito e a un’estensione del programma di acquisti oltre settembre 2016, una combinazione che molto probabilmente deluderà i mercati, ma che potrebbe anche supportare l’euro e alleviare, per adesso, una fonte di forza per il dollaro“.

L’esperto sottolinea che:

“Molto ruota intorno al dollaro. Se la Bce supererà le aspettative di acquisto del mercato questa settimana e la Fed porterà a termine il suo percorso con un rialzo dei tassi a metà dicembre, logica vuole che il dollaro continuerà a rinforzarsi. E questo potrebbe essere un problema da molti punti di vista. Gli investitori si stanno già chiedendo quando un renminbi più debole potrebbe alimentare le preoccupazioni in merito a svalutazioni competitive in Asia (impattando sugli altri Emergenti). La combinazione di un dollaro forte e una decisione dell’OPEC di lasciare invariata la produzione potrebbe spingere ancora più in basso i prezzi degli energetici e delle altre materie prime. Fino a che punto un livello di tassi più alto negli Stati Uniti, un dollaro forte e una debolezza nei prezzi delle materie prime potrebbero portare un ulteriore stress in settori indebitati produttori di materie prime, compresi segmenti dell’high yield americano, varie valute Emergenti o CDS sovrani? E quando quest’ulteriore stress potrebbe portare ad una più ampia debolezza di mercato, mettendo potenzialmente in discussione la normalizzazione della politica monetaria della Fed?”

 

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