Parole di Draghi deprimono le banche in tutta Europa
Banche italiane in preda alle vendite in Borsa. Pesano le parole ultra accomodanti di Draghi. Unicredit lascia sul campo quasi due punti percentuali, con Barclays che cita una debolezza patrimoniale e bassi ritorni. Male fanno anche Mediobanca e Intesa Sanpaolo. L’indice settoriale cede l’1,3%.
“Le parole ultra accomodanti di Draghi – dice Vincenzo Longo di IG – alimentano nuova pressione sulle banche che faranno sempre più fatica a recuperare margini di interesse. Ne fa le spese tutto il settore europeo oltre agli indici di Milano e Madrid che sono più influenzati dal comparto”.
Draghi ha promesso che la Bce farà di tutto per alimentare l’inflazione e rilanciare una ripresa che sebbene abbia basi più solide, non è ancora uscita definitivamente dalla crisi.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle societĂ dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla soliditĂ del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.