Allarme Moody’s: Barclays, HSBC e RBS a rischio nuove multe
Ammonta a circa 219 miliardi di dollari la cifra messa da parte dalle principali banche per pagare multe e spese legali dopo la crisi finanziaria. Ma a quanto pare questo potrebbe non essere abbastanza. Secondo l’agenzia Moody’s infatti, Barclays, HSBC e Royal Bank of Scotland sarebbero ad alto rischio di nuove multe per via di indagini in corso.
L’agenzia, a questo proposito, ha sottolineato il rischio di nuovi procedimenti penale nei confronti delle banche citate, che potrebbero minacciare la loro futura profittabilità. Nonostante le ingenti somme accantonate dalle 15 maggiori banche di investimento tra il 2008 e il 2014, Moody ha avvertito che “sono in corso nuove indagini su potenziali attività criminali da parte di istituzioni finanziarie sia negli Stati Uniti sia all’estero”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.