16:05 venerdì 13 Novembre 2015

Politica monetaria: dove andranno i tassi di interesse mondiali

In un contesto economico globale che si nuove a passo lento, ma senza i crolli attesi un paio di mesi fa, come si muoveranno le banche centrali? Alla domanda prova a rispondere Hans Bevers, Senior Economist, Petercam IAM che in un report odierno

“Con i tassi di interesse vicini allo zero, la cosiddetta “trappola della liquidità” diventa un rischio reale. Tale espressione si riferisce alla situazione in cui la politica monetaria perde la capacità di stimolare l’economia, poiché i tassi di interesse nominali non possono andare molto al di sotto dello zero. Nessuno sa per certo cosa succederà nel futuro: potrebbe esserci un’accelerazione dell’economia globale e anni e anni di crescita superiore al potenziale. Tuttavia, vi è anche una possibilità reale che l’elevata eccedenza di debito e l’invecchiamento della popolazione terranno la crescita globale e l’inflazione fermi a livelli non agevoli. In questo caso, le banche centrali probabilmente dovranno tenere il piede fermo sul pedale dell’acceleratore e stampare persino più moneta, nel tentativo di creare inflazione e abbassare i tassi di interesse reali. Target più alti sull’inflazione potrebbero aiutare a raggiungere questo obiettivo.

Tuttavia, sebbene questa politica monetaria aggressiva possa funzionare in un Paese o in un’area, ciò potrebbe avvenire alle spese del resto del mondo. In altre parole, una politica monetaria ultra accomodante in un’area potrebbe essere semplicemente una politica volta a scaricare le difficoltà sui vicini (c.d. “beggar-thy neigbor”). Ciò non vuol dire che le Banche centrali debbano smettere del tutto di usare questo strumento, come spesso si è detto. La deflazione diventerebbe, con tutta probabilità un rischio più importante.

Al contempo, non è però vero che i policy maker abbiano finito le munizioni, ora che i tassi di interesse sono già a zero e il debito pubblico è molto alto? Anche qui, la risposta è probabilmente no, poiché i banchieri centrali e i governi possono in verità non finire mai le munizioni, se lavorano assieme per combattere la deflazione. Un crescente numero di economisti di fama mondiale oggi pensano in effetti al “denaro lanciato dall’elicottero” (analogia usata per primo da Milton Friedman) come a un futuro strumento di politica monetaria, implicando che la spesa di bilancio sia direttamente finanziata dalla stampa di moneta. Questo non vuol dire, tuttavia, che questo strumento sarà usato a breve. Come detto, gli indicatori anticipatori non suggeriscono che l’economia globale stia cadendo di nuovo in recessione e la deflazione non è parte del nostro scenario base.

Ciò detto, non si può escludere lo scenario opposto. Nel quadro economico attuale, un nuovo choc economico potrebbe rapidamente far sprofondare crescita e prezzi. Tutto questo potrebbe voler dire che le forze deflative resteranno con noi a lungo, obbligando i banchieri centrali e i governi in tutto il mondo a diventare più creativi e cercare strumenti persino più audaci”.

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