MEGLIO AZIONARIO AI BOND. E PIAZZA AFFARI È TRA I PREFERITI
Continua il sentiment positivo degli addetti ai lavori sull’azionario, asset preferito a quello obbligazionario. Lo rileva l’ultimo sondaggio Panel Strategist condotto tra gli operatori del settore da AIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari, secondo cui gli operatori di mercato continuano a manifestare un giudizio positivo sull’azionario europeo – in particolare italiano – e hanno alzato moderatamente il giudizio sull’equity BRICs a scapito degli Stati Uniti.
Prosegue l’ampio – anche se non unanime – consenso negativo degli strategist nei confronti dei Bund tedeschi, considerati ancora sopravvalutati. Resta, invece, diffusamente positivo il giudizio sull’azionario giapponese, che appare sottovalutato.
All’interno della componente obbligazionaria la view degli addetti ai lavori migliora sui governativi italiani e sui bond emergenti, il cui giudizio da leggermente positivo passa a positivo. (mt)
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play