Strategie di investimento secondo Carmignac
di Didier Saint-Georges, Managing Director e Membro del Comitato Investimenti di Carmiganc
Valute
Il mese scorso le principali valute mondiali – dollaro statunitense, euro, yen e sterlina inglese – non hanno subito importanti variazioni, le valute emergenti invece, che presentano fondamentali più deboli, hanno continuato a scendere. Nel solo mese di settembre, il real brasiliano si è svalutato di quasi il 10%. In questo contesto, il nostro posizionamento sui tassi di cambio, che privilegia le valute dei paesi sviluppati (l’euro in primis), risulta di conseguenza rafforzato. Le posizioni sell sulle valute emergenti più deboli hanno apportato un contributo positivo alla performance, e sono state mantenute.
Obbligazioni
Nel mese di settembre, i rendimenti dei titoli sovrani sono calati, sia per gli asset rifugio, quali i Titoli di Stato di Stati Uniti e Germania, che per i titoli obbligazionari europei dei paesi periferici. Durante il mese, la duration modificata della strategia globale è stata portata vicino ai livelli massimi consentiti, tramite il rafforzamento delle posizioni nei titoli governativi statunitensi. Questo posizionamento difensivo dovrebbe continuare a risultare vantaggioso, in un momento in cui i timori sulla crescita mondiale aumentano, e le pressioni deflazionistiche restano forti.
AzioniNel mese di settembre, i mercati azionari hanno proseguito la fase di ribasso iniziata in agosto, attestando il calo totale degli ultimi due mesi a oltre il dieci per cento. Nonostante la Cina sia stata l’epicentro di questa correzione, i mercati dei paesi sviluppati non si sono dimostrati più solidi rispetto a quelli dei paesi emergenti. Il Giappone e l’Europa hanno continuato a registrare performance tra le più deboli. In questo contesto la costruzione del portafoglio, equilibrata in termini geografici e imperniata su titoli di qualità, non ha subito grandi variazioni. Continuiamo a privilegiare società che presentano una crescita degli utili scarsamente condizionata dal ciclo della crescita globale, con bilanci e/o capacità di generare flussi di cassa che risultano solidi. In questo scenario di grande instabilità abbiamo mantenuto le coperture sui principali indici mondiali, per continuare ad avere tassi di esposizione molto bassi nei Fondi globali. A breve termine, la performance dei nostri Fondi dovrà pertanto essere sostenuta principalmente dallo stock picking.
Materie prime
Nel corso del mese, Carmignac Portfolio Commodities ha registrato una performance negativa, pur avendo sovraperformato l’indice di riferimento. In un contesto di forte volatilità sui mercati delle materie prime, il Fondo mantiene un livello di esposizione basso per un fondo azionario specializzato. Continuiamo a rafforzare alcune posizioni in modo selettivo, soprattutto nel settore dell’energia. La nostra view positiva sull’equilibrio tra domanda e offerta di petrolio a medio termine non è stata infatti compromessa dagli ultimi sviluppi economici, e questo ci induce quindi ad approfittare dei forti movimenti del mercato per rafforzare a basso costo il nostro posizionamento in titoli di qualità, le cui valutazioni non rispecchiano i fondamentali.
Fondi di Fondi
Mese deludente per i nostri Fondi di Fondi, il cui posizionamento difensivo non ha consentito di controbilanciare le flessioni dei Fondi sottostanti. A fine mese, i tassi di esposizione sono tuttavia rimasti a un livello moderato. La caratteristica della costruzione del portafoglio, a classi multi-asset, sarà indispensabile per riuscire a superare questa fase difficile e volatile dei mercati. All’interno dei nostri Fondi di Fondi questa caratteristica si concretizza in una maggiore esposizione allo yen giapponese, per la sua connotazione di moneta rifugio.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.