WALL ST.: INDICI IN ROSSO CON RISCHIO INFLAZIONE

14 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa a Wall Street si e’ aperta in lettera ed a meta’ giornata i listini continuano a muoversi in territorio negativo. Il Dow Jones arretra dello 0.60% a 13436, l’S&P500 dello 0.50% a 1480, il Nasdaq segna -0.31% a 2660.

Ad innescare l’accelerazione al ribasso degli indici e’ stato il rilascio dell’aggiornamento sui prezzi al consumo, a novembre avanzati dello 0.8%, in misura maggiore delle attese degli analisti, a causa del forte incremento dei prezzi petroliferi, ma anche dei prodotti di abbigliamento, farmaceutici e dei biglietti aerei. Anche la versione “core” del dato si e’ attestata a livelli superiori alle stime, portando il tasso annuale al 2.3%, oltre il tetto massimo fissato dalla Fed.

Il dato peggiora ulteriormente la percezione del mercato sulla ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti, infatti ieri il governo Usa ha annunciato che i prezzi alla produzione sono saliti del 3.2%, con un balzo che e’ il piu’ forte degli ultimi 34 anni e che mette in discussione la politica monetaria della Federal Reserve.

L’aumento dei prezzi continua a rimanere un problema per la Banca Centrale Usa, cosi’ come esplicitamente espresso nell’ultimo comunicato ufficiale che ha accompagnato la recente decisione di abbassare il costo del denaro al 4.25%. I futures sui fed funds scontano ora una probabilita’ inferiore di assistere ad un nuovo taglio al costo del denaro nel mese di gennaio.

Alcune pressioni emergono anche dalle dichiarazione dell’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, relative all’incremento delle possibilita’ su un ingresso dell’economia statunitense nella fase di recessione.

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Sul fronte societario, riflettori accesi ancora una volta sul comparto finanziario. Il colosso Citigroup (C) ha annunciato nell’after hour di ieri sera che riportera’ nell’attuale bilancio una somma pari a $49 miliardi miliardi investita nel rischioso segmento dei SIV (Structured Investment Vehicle) finiti anche questi nel ciclone dellla crisi del credito. L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating sul debito dell’azienda in previsione di ulteriori svalutazioni. Il titolo, che perdeva il 2% nel preborsa, ha girato in positivo grazie ai commenti degli analisti sulla volonta’ della banca do fare maggiore chiarezza sulla propria condizione finanziaria.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Agricultural Products +3.1%, Thrifts & Mortgages +2.0%, Home Entertainment Software +1.7%, Investment Banking & Brokerage +1.6%, e Oil & Gas Refining & Marketing +1.4%. Tra i piu’ forti ribassi: Health Care Facilities -3.6%, Aluminum -3.1%, Household Appliances -3.0%, Real Estate Management & Development -2.7%, e Forest Products -2.4%.

Alle 12.30 E.T. il volume di scambio e’ di 422 milioni di pezzi al NYSE e 804 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1044 a 1973 al Nyse e 1034 a 1777 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 18 a 38 al NYSE e 13 a 56 al Nasdaq.

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