Turchia: lira in caduta libera, banca centrale alza i tassi

24 maggio 2018, di Alessandra Caparello

In caduta libera la lira turca dopo che la settimana scorsa il presidente Recep Tayyip Erdogan  e ha definito un rialzo dei tassi come “la madre e il padre di tutti i mali”.

Il premier ha messo così al centro della sua campagna per la rielezione proprio la promessa di una politica accomodante ancora a lungo promettendo che non ci sarebbero stati rialzi dei tassi prima del voto politico del 24 giugno.

A ciò si aggiunge anche l’elevato disavanzo delle partite correnti in Turchia e la sua dipendenza da finanziamenti esteri, soprattutto in dollari che rendono il paese vulnerabile in un contesto di normalizzazione della politica monetaria. L’aumento dei tassi negli Stati Uniti significa un aumento del prezzo del debito della Turchia. E il dollaro forte, che è stato spinto più in alto a causa dell’aumento dei rendimenti del Tesoro e dei dati economici, non aiuta.

Da qui è iniziato il tracollo della valuta turca che è arrivata a perdere in un mese il 19% e il 34% in un anno e nelle ultime 24 ore circa il 5% rispetto al dollaro, toccando i minimi storici contro la valuta americana e l’euro. Inoltre, il rendimento dei titoli decennali denominati in lire turche era salito al 15,15%, il massimo storico. Le parole di Erdogan hanno portato gli operatori di mercato a credere che l’indipendenza della banca centrale turca fosse in pericolo, e l’agenzia di rating Fitch ha scritto che una “maggiore erosione dell’indipendenza della politica monetaria avrebbe esercitato ulteriori pressioni sul profilo di credito sovrano della Turchia”.

La banca centrale turca ha così deciso di intervenire per fermare l’emorragia e in una riunione d’emergenza ieri sera ha alzato i tassi di 300 punti arrivando al 16,5% scalciando così le accuse di inerzia dinanzi al potere di Erdogan.

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