Le banche centrali aumentano gli acquisti di oro e riportano parte delle riserve entro i confini nazionali per ridurre i rischi geopolitici e rafforzare la sicurezza degli asset strategici.
Le banche centrali aumentano gli acquisti di oro e riportano parte delle riserve entro i confini nazionali per ridurre i rischi geopolitici e rafforzare la sicurezza degli asset strategici.
Dopo anni di acquisti record, i banchieri centrali si trasformano in venditori: la guerra in Iran, il rincaro del petrolio e la pressione sulle valute emergenti costringono a liquidare il metallo prezioso.
La corsa dei metalli preziosi si è trasformata in una caduta verticale. Cosa c’è dietro il sell-off? E cosa aspettarsi nel futuro?
Nel dettaglio un commento sul comportamento dei beni rifugio nell’attuale contesto di mercato, a cura di Ritu Vohora, Investment Specialist, Capital Markets, T. Rowe Price.
Nonostante i massimi storici dell’oro in dollari, la partecipazione degli investitori tradizionali resta limitata. Ned Naylor-Leyland, gestore del Jupiter Gold & Silver Fund, parla di un “mercato rialzista nascosto” e individua forti margini di crescita non solo per il metallo giallo, ma anche per argento e aziende minerarie
Gli analisti della banca d’affari americana rivedono al rialzo le loro stime precedenti sui prezzi del metallo giallo.
La domanda globale di oro ha raggiunto un nuovo record nel 2024. Ecco chi sono le banche centrali che hanno comprato più lingotti
Non solo le criptovalute, ma anche l’oro torna sotto i riflettori dei mercati con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Le quotazioni del metallo giallo, anche se con qualche stop, si stanno avvicinando al record storico dello scorso ottobre
L’Italia possiede attualmente ben 2.451,84 tonnellate d’oro, la terza riserva aurea più grande al mondo dopo quelle degli Stati Uniti e della Germania. In altre parole, il 69,2% del valore totale delle riserve nazionali italiane proviene dal metallo prezioso.
Nel mese di agosto, l’oro è salito dai livelli di circa 2.400 dollari per oncia di inizio mese, a nuovi massimi storici di circa 2.531 dollari per oncia. Il rialzo ha rispecchiato l’ampio calo dei rendimenti statunitensi che è seguito a dati sul mercato del lavoro USA di luglio peggiori del previsto.