Svezia, nuove rivolte tra migranti. Sale tensione

8 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Mentre l’Unione europea minaccia gli Stati membri di ricorrere a multe in caso di non rispetto delle norme sull’accoglienza dei rifugiati internazionali, in Svezia la situazione migranti diventa sempre più incandescente.

L’ultimo esempio arriva da Hallsberg dove la polizia è stata chiamata, lunedì notte, a sedare una rissa scoppiata tra circa 30 persone e che si è conclusa con l’arresto di 11 migranti, che lanciavano pietre contro la polizia. Secondo quanto si apprende, nella rissa sarebbero stati coinvolti due gruppi di migranti.

La rivolta arriva poche settimane dopo un rivolta esplode a Rinkeby, sobborgo di Stoccolma soprannominato “Piccola Mogadiscio” per la forte presenza di immigrati, soprattutto di origine somala, dove non mancano “reclutatori” vicini a organizzazioni jihadiste come Al-Shabaab.

Ricordiamo che la Svezia ha applicato il cosiddetto “metodo Juncker”. Le autorità hanno aperto le porte al più alto numero di immigrati per abitante di tutta l’Europa, creando in taluni casi situazioni di disagio sociale. Una situazione che sta rafforzando nei sondaggi il Partito di estrema destra, in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo anno.

Intanto in Ungheria il governo di destra ha approvato una nuova legge molto dura coi migranti. Il testo stabilisce che “chi presenterà richiesta di asilo sarà costretto a vivere in un campo profughi fino alla decisione finale, di fatto diventando prigioniero delle autorità“.

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