Segreto bancario, Svizzera vuole mettere a tacere gole profonde

31 ottobre 2017, di Alberto Battaglia

Gli inquirenti svizzeri, al lavoro su un caso di violazione del segreto bancario, stanno chiedendo alla Corte Suprema Federale svizzera di deliberare una sentenza che permetta di condannare i whistleblower, le gole profonde, ovunque si trovino nel mondo. Lo rivelano le carte giudiziarie viste dall’agenzia di stampa Reuters.

Secondo le sollecitazioni dei pm, la corte di più alto grado della Svizzera dovrebbe “fare giurisprudenza” emettendo una sentenza che includa ai vincoli di segretezza bancaria anche i soggetti con “relazioni lavorative più lasche con le banche svizzere e le loro sussidiarie estere”.

Imputato nel processo in oggetto, è Rudolf Elmer, ex capo della banca svizzera Julius Baer alle Isole Cayman che, dopo la fine del suo incarico nel 2002, condivise documenti riservati con Wikileaks per svelare alcuni schemi di evasione fiscale. Così facendo, Elmer avrebbe violato la legge svizzera.

Secondo la sentenza, che potrebbe essere stravolta dall’ultimo grado di giudizio, la legge sul segreto bancario non si applicherebbe a un dipendente di una sussidiaria caraibica di una banca svizzera. La replica dell’accusa è che tale interpretazione svilirebbe la legge della sua sostanza con “conseguenze ampie e inaccettabili”.

Elmer è già stato sotto arresto nel 2005 e nel 2011 passando oltre sette mesi in stato di arresto per ragioni cautelari (vedi foto sotto riportata dell’ex banchiere “gola profonda” in compagnia di Julian Assange).

Se l’appello dei pm venisse accolto, la sentenza comunque non sarebbe esecutiva nella maggioranza dei Paesi, rendendo impossibile l’estradizione da Paesi come Usa o Regno Unito, spiega Reuters. Allo stesso tempo, ciò esporrebbe all’arresto i condannati qualora tornassero in Svizzera.

Assange e Elmer insieme a Londra

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