Banca Mondiale taglia stime: Cina zavorrerà crescita dell’Asia
ROMA (WSI) – La crescita dell’economia dell’Asia orientale e della regione del Pacifico allenterà il passo, zavorrata dalla maggiore debolezza della Cina. E’ quanto ha reso noto la Banca Mondiale, in un’analisi pubblicata oggi.
Nel suo aggiornamento sull’economia dell’Asia dell’Est e dell’area del Pacifico, la Banca Mondiale ha precisato che, esclusa la Cina, la crescita è attesa invece in rialzo, a un tasso del 4,8% per il 2016, e del 4,9% nel 2017 e 2018, rispetto al +4,7% del 2015. Motore della crescita saranno soprattutto le economie del Sud est asiatico, sebbene l’outlook varia a seconda dei paesi considerati, in base ai rapporti commerciali e finanziari che hanno con le economie avanzate e con la Cina, così anche in base alla loro dipendenza verso le esportazioni di materie prime.
In generale, le Filippine e il Vietnam hanno le migliori prospettive di crescita tra i paesi del Sud est asiatico, con attese di crescita in entrambi i casi a un tasso superiore a +6% nel 2016. In Indonesia, Pil atteso a +5,1% nel 2016 e +5,3% nel 2017.
Nel complesso l’economia dell’area – che esclude il Giappone, l’Australia e l’India ma che include la Cina, si smorzerà al 6,3% quest’anno, dal 6,5% del 2015, per poi rallentare ulteriormente al 6,2% nel 2017.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo