Insider trading: si allarga inchiesta su Popolari

13 febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Ora indaga anche la Procura di Roma sui movimenti sospetti sui titoli delle banche popolari a Londra, prima del varo del decreto governativo. L’indagine sulle presunte operazioni di insider trading riguardanti gli istituti italiani ora tocca anche i rapporti di tutte le società di credito interessate con gli istituti di vigilanza.

Dopo le dichiarazioni fatte ieri dal numero uno delle autorità di vigilanza dei mercati in un’audizione alla Camera, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta contro ignoti. Il presidente della Consob è intervenuto sull’argomento caldo delle operazioni “anomale” effettuate in Borsa prima che si diffondessero le voci di riforma del settore, che prevede la trasformazione in spa di dieci popolari.

Gli inquirenti della Procura di Roma – secondo quanto si è appreso – dovranno vagliare sia gli scambi di Borsa antecedenti il 16 gennaio ma anche quanto segnalato da Giuseppe Vegas. Il sospetto di chi indaga è che si siano registrati decine di milioni di euro di plusvalenze.

Il procuratore Giuseppe Pignatone e Nello Rossi, che hanno dato ampia delega investigativa ai militari del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, intendono scoprire chi ha giocato in Borsa pochi giorni prima che si diffondesse la notizia del decreto del governo Renzi. Per ora nel fascicolo aperto non si parla di reati.

Non è escluso che i pm possano chiedere informazioni anche a Bankitalia, ma in questo caso a proposito del commissariamento della Banca dell’Etruria, formalizzato mercoledì sera.

Nelle ultime ore gli uomini delle Fiamme gialle hanno già acquisito documenti dell’organo di controllo delle società quotate, ed iniziato l’analisi dei rapporti delle banche popolari con gli istituti di vigilanza. Inoltre sono state chieste specifiche alla Banca d’Italia relative alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, commissariata all’inizio della settimana.

In aula ieri durante l’audizione di Vegas si è parlato di “plusvalenze effettive o potenziali” “stimabili in 10 milioni di euro” e di vendita ‘anomale’ sulle banche popolari.

Secondo il presidente della Consob “le analisi effettuate hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un’operatività potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pure in un contesto di flessione dei corsi”.

Con l’inchiesta parlamentare e quella giudiziaria avviate, Vegas ha anche la grande occasione di rimandare la riforma della Consob, mettendo in difficoltà il governo. Alcuni degli indiziati presunti sono infatti personalità vicine al premier. Davide Serra, uno dei finanziatori di Renzi, ha una partecipazione in una delle popolari e il suo fondo Algebris ha sede a Londra. Il padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi è il vice presidente della Popolare dell’Etruria e del Lazio.

(DaC)

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