Trump: “Russia, risposta Obama sproporzionata. So cose che non sapete”

2 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) –  Continua il braccio di ferro tra l’uscente amministrazione guidata da Barack Obama e la nuova che avanza con a capo il neo presidente Donald Trump che si insedierà alla Casa Bianca fra meno di 20 giorni.

Prima le polemiche con Israele che ha accusato Obama e il segretario di Stato americano John Kerry di aver stretto in gran segreto accordo con i palestinesi in funzione antisraeliana e poi l’appello del premier Netanyahu a Donald Trump il quale con un tweet aveva affermato che dal 20 gennaio prossimo – giorno della sua insediamento – le cose cambieranno.

Oggi le polemiche con la Russia dopo che sempre Obama ha deciso di irrogare pesanti sanzioni contro il Cremlino reo di aver schierato hacker per disturbare le elezioni presidenziali. Barack Obama ha previsto così delle sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l’Fsb, il primo per lo spionaggio militare all’estero e l’altro per il controspionaggio. Inoltre Obama ha deciso anche per l’esplusione di 35 funzionari russi operanti negli Usa che ”hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare”, probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica.

Una decisione che secondo il tycoon Donald Trump potrebbe essere stata sproporzionata se paragonata all’hackeraggio cinese avvenuto nel 2015 e per cui non fu presa alcuna decisione.

“So un sacco di cose in materia di hackeraggio. Hackerare è una cosa molto difficile da provare. Quindi potrebbe essere qualcun altro. E so cose che altri non sanno… Lo scoprirete martedì o mercoledì (…)

Il portavoce di Trump Sean Spicer ha riferito che  il neo presidente Trump farà alcune domande ai dirigenti dell’intelligence che incontrerà questa settimana.

“Una delle domande – ha spiegato – è perché una risposta di tale grandezza? 5 persone espulse, due siti chiusi. La questione è se questa risposta è proporzionata alle azioni subite. Forse lo è, forse no, ma bisogna rifletterci (…) dopo che la Cina rubò nel 2015 dati di dipendenti del governo non fu presa alcuna azione pubblica. Niente, niente fu fatto quando milioni di persone furono derubate delle loro informazioni private, incluse quelle sui nulla osta di sicurezza. Quindi c’è una questione se c’è una punizione politica qui contro una risposta diplomatica”.

Lo stesso Trump inoltre ha invitato gli americani ad evitare l’uso dei pc quando si tratta di materiale delicato.

“È molto importante, se si ha qualcosa di davvero delicato, scriverlo e consegnarlo con un corriere, un mezzo dei vecchi tempi, perché vi assicuro che nessun computer è sicuro”.

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