Elezioni: Pisapia molla Renzi e scompone alleanze a sinistra

7 dicembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Si ritornano a mescolare le carte delle coalizioni in vista delle elezioni politiche del 2018. Mentre il ministro degli esteri, Angelino Alfano, annuncia che non si ricandiderà in Parlamento, Giuliano Pisapia chiude il suo Campo progressista e decide di ritirarsi dalla corsa elettorale.

“Ci abbiamo provato per mesi, ma dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento. La decisione di calendarizzare lo ius soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l’approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l’impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd”.

Così l’ex sindaco di Milano ai suoi al termine di una riunione durata 4 ore in cui ha dovuto prendere l’amara decisione. E se Pisapia fa un passo indietro e non si candiderà con nessuna lista, i suoi si divideranno tra chi si unirà alla lista capeggiata da Grasso e tra chi resterà nell’orbita del Pd, come il leader di Centro democratico Bruno Tabacci e i Verdi.

L’uscita di scena di Pisapia  è una bella gatta da pelare per Matteo Renzi che con la nuova legge elettorale, il Rosatellum, puntava proprio sul gioco delle alleanze, e ora la dipartita di una lista di sinistra in una coalizione molto spostata al centro e al momento costituita, oltre che dal Pd, da una lista centrista e dalla lista Pro Europa dei Radicale, può essere un problema.

Intanto proprio sul Rosatellum , la Corte Costituzionale lunedì prossimo, il 12 dicembre, dovrà decidere sull’ammissibilità dei ricorsi presentati dal Codacons e dal M5s contro il voto di fiducia dell’ottobre scorso che ha approvato proprio il nuovo sistema elettorale. Secondo i ricorrenti, l’articolo 72 della Costituzione e i regolamenti parlamentari escluderebbero la facoltà per il governo di porre la questione di fiducia, perché produce l’effetto di comprimere il dibattito riducendo le prerogative dei parlamentari.

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