Corsi di italiano, casa e cure mediche: il piano di Minniti per i rifugiati

27 settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Corsi di italiano, obbligo scolastico, alloggi, lavoro e assistenza sanitaria per 74.853 stranieri che hanno ottenuto lo status di rifugiato e potranno così poi accedere alle graduatorie per avere la casa e il lavoro.

Questi i punti principali del Piano per l’Integrazione presentato ieri dal Viminale e rivolto ai profughi a cui vanno garantiti diritti e doveri. Nel Piano voluto dal ministro dell’Interno Marco Minniti si sottolinea che è obbligo bilanciare i diritti di chi è accolto con quelli di chi accoglie.

Il piano riguarda, oltre ai titolari dei permessi di soggiorno, anche le 196.285 persone del sistema di accoglienza nazionale, la maggior parte richiedenti asilo e 18.486 minori stranieri non accompagnati. Quanto ai finanziamenti, spiega il Viminale, questi deriveranno prevalentemente dai Fondi europei 2014/2020  a cui vanno ad aggiungersi le risorse nazionali che finanziano le attività degli enti territoriali, per un totale finora di oltre mezzo miliardo e altri 100 milioni sono stati promessi dall’Unione europea.

Nel dettaglio il Piano prevede corsi gratuiti di italiano, cure mediche rivolte a tutti, rendendo così effettivamente accessibile l’assistenza sanitaria a tutti i rifugiati, con particolare riferimento a categorie vulnerabili come  persone in uscita dai Centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e il diritto alla casa.

Ma non solo diritti, visto che i migranti regolari saranno tenuti a rispettare le leggi e condividere i valori fondamentali della Costituzione italiana. Come si legge nel Piano infatti:

“L’integrazione non può prescindere dalla piena e sincera adesione al principio di uguaglianza di genere, al rispetto della laicità dello Stato — concepita come libertà di coscienza e separazione tra autorità religiosa e autorità politica — nonché al rispetto della libertà personale, che demanda esclusivamente al singolo la libera scelta se identificarsi nella comunità culturale di origine o affrancarsi da essa”.

 

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