Caso Mps, Deutsche Bank accusata di “crimanilità organizzata”

18 maggio 2017, di Daniele Chicca

Dopo essere stata processata per manipolazione di mercato, Deutsche Bank è ora accusata di aver gestito un’organizzazione criminale internazionale. Stiamo parlando del caso legato a MPS di cui si sta occupando il tribunale di Milano. Ora sulla testa dei vertici della banca rischia di pendere anche l’aggravante dell’attività di stampo mafioso.

Deutsche Bank, la prima banca di Germania, è già accusata di aver aiutato MPS a falsificare i conti per poter nascondere le perdite. Ora deve rispondere di accuse ancora più pesanti. Nel periodo a cui si riferiscono i fatti incriminati, la banca è sospettata di aver messo in piedi una organizzazione criminale internazionale.

I procuratori si sono serviti di documenti interni e di una serie di email di Deutsche Bank per convincere i tre giudici della Corte della presenza di circostanze aggravanti da tenere in conto nei capi d’accusa rivolti contro l’istituto di credito tedesco e che riguardano alcune operazioni sospette legate a strumenti derivati.

Come riportato da Bloomberg il materiale citato in aula include anche il messaggio “ben fatto!” inviato da un trader a un banchiere che ora è sotto processo. Il motivo per cui la procura cerca di dimostrare la presenza di nuovi capi d’accusa contro il gigante bancario è che se si dimostrasse che i crimini di manipolazione di mercato e falso di bilancio sono stati commessi da un’organizzazione internazionale attiva in diversi paesi, le multe comminate sarebbero molto più salate e le pene in carcere più lunghe.

Aggravante vorrebbe dire nove anni di carcere per gli ex vertici

Il legale di Deutsche Bank, Giuseppe Iannaccone, ha cercato di bloccare la mossa dei procuratori, dicendo che non si può trovare alcun legame evidente tra le accuse originali di manipolazione di mercato e le presunte aggravanti. Ma il suo tentativo non è andato a buon fine con i giudici che hanno rigettato l’eccezione sollevata dalla difesa sulla inammissibilità dell’aggravante della transnazionalità che era stata formulata dalla procura.

Giampiero Biancolella, avvocato specializzato in crimini finanziari che non è coinvolto nel caso e la cui opinione può essere considerata neutrale sostiene che “dopo la decisione del giudice il processo contro i manager Deutsche Bank diventa ora più problematico.

“Se le circostanze aggravanti venissero dimostrate, la pena in carcere per gli ex vertici della banca verrebbe aumentata fino a nove anni” dietro le sbarre.

Da dicembre anche Nomura e Deutsche Bank sono sotto processo a Milano con l’accusa di aver aiutato MPS a coprire le perdite che hanno portato la banca sull’orlo del crac. Sono tredici gli ex dirigenti di Deutsche Bank, Nomura e MPS a essere sospettati di falso in bilancio e manipolazione di mercato.

L’aggravante riguarda invece dieci persone fisiche, di Deutsche Bank e DB Ag London branch. Stando a quanto riportato dall’Ansa circa quanto dichiarato in aula dal pm, il reato di manipolazione del mercato relativo al derivato Santorini sarebbe stato commesso “con il contributo di un gruppo criminale organizzato operante in più Stati”, per ottenere “vantaggi” economici e fiscali “in più giurisdizioni”.

Dopo la richiesta prove del pm e delle parti civili, l’udienza è stata aggiornata al 30 maggio. Tra i manager di Deutsche Bank si possono citare Michele Faissola, Michele Foresti e Ivor Dunbar: sono i dirigenti accusati di aver contribuito alla falsificazione dei bilanci di MPS e alla manipolazione di mercato della banca senese, la più antica al mondo che sta per essere salvata con un terzo piano di salvataggio.

CORRETTO: una versione precedente dell’articolo sosteneva erroneamente che Deutsche Bank fosse risultata colpevole di manipolazione di mercato. Il processo in primo grado è invece ancora in corso. 

 

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