Caos migranti in Ue: da Ungheria legge per fermare Soros. E l’Italia?

21 giugno 2018, di Alessandra Caparello

La questione migranti infiamma l’Europa. L’Ungheria di Viktor Orban ha dato via libera ad una legge che prevede una stretta sulle richieste d’asilo e inserisce il divieto di accogliere i migranti economici.

Inoltre tutte le persone che entrano in Ungheria da un Paese dove non sono state perseguitate o minacciate verranno respinte. Ma non solo. La Legge ribattezzata Stop Soros mantiene anche le promesse di una linea dura a tolleranza zero contro le ong che aiutano migranti illegali a entrare in territorio ungherese. Come? Con una tassa del 25 per cento ai danni delle associazioni umanitarie e la messa al bando se a seguito di indagini emerge che la ong costituisca una minaccia alla sicurezza nazionale. Infine pena fino ad un anno di carcere per chi arriva in Ungheria per chiedere lo status di rifugiato. La Germania invece appare sempre più divisa proprio per la questione migranti che ha aperto una profonda crisi all’interno della Grosse Koalition.

L’Italia ha riacceso la questione giorni fa con il caso Aquarius e, secondo quanto scrive Il Sole 24 ore, prepara le sue richieste per frenare i migranti in vista del vertice di domenica a Bruxelles con i partner Ue. In sostanza l’Italia potrà chiedere all’Ue che se un migrante attraverserà il confine tra Slovenia e Italia sarà il nostro Paese ad esaminare la sua posizione ed eventualmente la domanda di asilo. Per i salvataggi in mare nelle aree di competenza Sar (Search and Rescue) effettuati sulla base del diritto internazionale o dietro mandato europeo, dovrà scattare una responsabilità di tutta l’Unione, quindi stop agli sbarchi automatici solo sulle coste italiane come avveniva fino ad oggi.

L’Italia alza sempre più la voce e il ministro dell’Interno Matteo Salvini – scrive Repubblica – fa una nuova minaccia.

  1. “Se l’Europa va avanti così, annuncia il vicepremier in un vertice d’emergenza a Palazzo Chigi, dopo i porti chiuderemo anche le frontiere terrestri”.

Qualche giorno fa di immigrazione hanno parlato la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron e nella “Dichiarazione di Meseberg” firmata dai due al termine della riunione interministeriale tra gli obiettivi ci sono un rafforzamento di Frontex, una riforma del diritto di asilo, l’istituzione di un Fondo per l’eurozona e la trasformazione del fondo salva-Stati in Fondo monetario europeo. Ma i due hanno lasciato fuori dalle loro decisioni due attori fondamentali: l’Italia e per la Merkel soprattutto, la CSU.

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