Catalogna, indipendentisti: “scudo umano” contro repressione

23 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

MADRID (WSI) – Alta la tensione tra Madrid e Barcellona a seguito della decisione presa dal premier iberico Mariano Rajoy di applicare per la prima volta nella storia della Spagna l’articolo 155 della Costituzione commissariando così un intera comunità, quella catalana a seguito del referendum sull’indipendenza votato lo scorso 1° ottobre.

L’impressione è che ormai si sia raggiunto un punto di non ritorno. Secondo Bloomberg i separatisti della Catalogna stanno valutando l’idea di opporre uno “scudo umano” per bloccare i tentativi delle autorità spagnole di assumere il controllo della regione separatista.

Il Senato spagnolo, per come è composto, voterà a favore l’articolo 155. Visti i numeri Rajoy è sicuro di vincere. La procedura prevede che ora una commissione formata ad hoc con 27 senatori studi le misure previste dal Consiglio dei ministri e le loro motivazioni, adducendo come causa che non è stato avere un dialogo con Barcellona. Poi il presidente Carles Puigdemont dovrà inviare le proprie argomentazioni, oppure si dovrà presentare in Senato e discuterne.

L’intenzione di Rajoy è destituire non solo il presidente ma tutto il governo catalano, che saranno rimpiazzati da una squadra di tecnici. Cambieranno anche i vertici della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra e la tivù catalana, Tv3, mentre l’intera gestione delle risorse finanziarie catalane passerà sotto il controllo di Madrid. Il tutto per arrivare fra sei mesi a elezioni locali.

Puigdemont si riunisce con i suoi per valutare la situazione politica. Considerato il dialogo impossibile con Madrid, il leader catalano metterà ai voti la dichiarazione di indipendenza e anche in questo caso l’esito è scontato, perché i separatisti hanno la maggioranza dei voti. L’ultima possibilità per Puigdemont sembrerebbe quella di convocare elezioni anticipate spontaneamente, prima che il Senato formalizzi venerdì, con il voto, l’applicazione dell articolo 155 della Costituzione e il commissariamento della comunità autonoma. E, giurano fonti da Madrid, in questo caso il commissariamento si fermerebbe.

Catalogna prepara “disobbedienza civile di massa”

Da qui sono partiti gli appelli. Da una parte il governo spagnolo ha esortato i catalani ad accettare la decisione di Madrid di destituire la loro leadership secessionista e di prendere il controllo della regione considerando che quella che stanno vivendo è la più grande crisi politica della nazione in decenni. Dalll’altra parte a chiedere a Puigdemont di convocare elezioni anticipate al più presto è un editoriale de La Vanguardia, il principale quotidiano catalano.

“La drammatica destituzione della Generalitat si può evitare se Puigdemont agirà con intelligenza politica (…) occorre fermare  l’orologio della crisi istituzionale e dare la parola al popolo di fronte ad una situazione così grave. Ci appelliamo al patriottismo di Puigdemont, bisogna difendere la Generalitat, difendere le istituzioni catalane conquistate con tanti sforzi e sacrifici, bisogna mettere davanti a tutto la stabilità, il progresso economico, il benessere e la tranquillità delle persone”.

Il governo autonomo catalano esclude le elezioni anticipate come soluzione allo scontro con Madrid. “Questa opzione non è sul tavolo”, ha dichiarato il portavoce della Generalitat, Jordi Turull. “Quello che sarà la Catalogna lo deciderà il parlamento legittimamente eletto dai cittadini”. Un voto non cambierebbe di molto le cose, peraltro. Stando ai sondaggi di El Periodico i risultati sarebbero simili a quelli dell’elezioni del 2015, quando una coalizione di partiti pro indipendenza ha formato un governo di minoranza.

Il partito di sinistra radicale CUP, che fa parte del governo di minoranza, denuncia la repressione del governo, definendola “un’aggressione che si scontrerà con una disobbedienza civile di massa“. Centinaia di municipalità catalane sono contro la decisione di Madrid e hanno chiesto al parlamento della Catalogna di promuovere una mozione per respingere la misura.

Puigdemont ha convocato una seduta del parlamento in settimana durante la quale si deciderà quale risposta dare al governo di Madrid. Secondo i commentatori l’assemblea di giovedì potrebbe aprire la strada a una dichiarazione formale di indipendenza.

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