Brexit, “no-deal” vicino. Ue come l’Hotel California

30 novembre 2018, di Alessandra Caparello

La Gran Bretagna lascerà l’UE il 29 marzo del prossimo anno la premier inglese Theresa May ha siglato un accordo con Bruxelles ma ora viene la parte più difficile: convincere il Parlamento. La stragrande maggioranza sia tra i  Remainers che tra i Brexiteers ha condannato l’accordo.

Per i Brexiteers è un’ammissione di fallimento, visto che la Gran Bretagna ha accettato incondizionatamente di pagare 39 miliardi di sterline come conto del divorzio e continuerà a pagare a Bruxelles il tributo annuale di circa £ 9 miliardi fino a quando le nuove condizioni commerciali saranno concordate e implementate (il che potrebbe non avvenire mai).  Anche ai Remainers non piace, perché è chiaro che la Gran Bretagna si troverà in una posizione molto peggiore rispetto a ora.

Riportando le parole dell’ex ministro degli esteri Boris Johnson, la Gran Bretagna rimane uno stato vassallo dell’Unione europea e peggio ancora, con questo accordo, diverrà uno stato di zombie, una sorta di “uomo morto che cammina”  nell’unione doganale. Come scrive anche Goldmoney, la Brexit è come l’Hotel California degli Eagles “Puoi fare il check out ma non andrai mai via” (you can check out but never leave).

Il voto in Parlamento è previsto per l’11 dicembre, dopo un dibattito di cinque giorni e la tattica del governo è di fare affidamento sul fatto che l’accordo della signora May sia l’unico disponibile, l’alternativa è il presunto abisso di un no-deal. L’accordo è così impopolare che già i media dicono che non passerà mai dal Parlamento. Il Daily Telegraph in particolare ha aggregato varie fonti di informazione stimando che ben 21 deputati voteranno a favore e 418 contro. Ma molto può cambiare in due settimane.

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