Assolto imprenditore: ha evaso fisco per pagare suoi operai

2 dicembre 2016, di Alessandra Caparello

VENEZIA (WSI) – Assoluzione piena perché il fatto non costituisce reato. Questa la decisione del tribunale di Pordenone per Diego Lorenzon, imprenditore 53enne di San Michele al Tagliamento in provincia di Venezia divenuto evasore fiscale per pagare operai e fornitori e non portare sull’orlo del fallimento la sua azienda.

A raccontare la sua storia La Stampa. L’imprenditore nel 2008 subisce una profonda crisi, da cui non riesce ad uscire chiedendo aiuto a parenti e amici dopo che ben 7 delle nove banche con cui intratteneva rapporti commerciali lo avevano abbandonato. Lorenzon riesce a superare quella crisi e trovare la liquidità necessaria in primis per pagare i suoi 50 operai e onorare gli impegni con i fornitori, posticipando i versamenti al Fisco.

“Le banche ci hanno chiesto di rientrare, dovevamo acquistare la materia prima in contanti. Che cosa dovevamo fare in queste condizioni disperate? Ho chiesto al Fisco di rateizzare perché dovevo pagare gli operai e i fornitori. Mi chiedevo se stessi andando nella direzione giusta, adesso le banche stanno chiudendo, noi no. Ho liquidato in dieci anni 6,8 milioni di euro di tasse e oggi il 30% di sanzioni, oltre agli interessi per i ritardati pagamenti: penso di essere stato sufficientemente punito per questa mia strategia”.

Da qui l’accusa di evasione fiscale. Ma la sua storia ha colpito il giudice Rodolfo Piccin che senza nemmeno ritirarsi in Camera di Consiglio ha emesso la sentenza che ha previsto l’assoluzione dell’uomo perché il fatto non costituisce reato provocando uno scrosciante applauso dell’aula del Tribunale.

“Forse era per questa soddisfazione che abbiamo fatto gli sforzi immani degli ultimi anni”.

Così ha commentato l’imprenditore 53enne uscendo dall’ aula. Fa eco alle parole di Lorenzon la sorella Paola:

“Per noi questo epilogo era fondamentale perché rappresenta la nostra filosofia di vita e quella di un’ azienda dove le persone sono al centro, come ci ha insegnato nostro padre. In questi anni, i collaboratori ci hanno sempre sostenuto e sono rimasti con noi, nonostante le difficoltà. Il concetto di famiglia si usa spesso e anche impropriamente quando si parla di aziende, ma questo è quello che siamo”.

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