Alleanza contro la povertà: con reddito di cittadinanza “rischio caos”

5 dicembre 2018, di Alberto Battaglia

Il Reddito di cittadinanza rischia di “creare il caos”, specialmente se esso andrà a sostituire il Reddito d’inclusione (Rei), la misura di sostegno alla povertà attualmente esistente. Ad affermarlo è l’Alleanza contro la povertà in Italia, un cartello di decine soggetti della società civile, del sindacato, delle istituzioni che ha elaborato la proposta alla base dello stesso Rei, entrato in vigore nel dicembre 2017.

“Esiste la possibilità che il Reddito di cittadinanza sia introdotto il 1 aprile e disegnato in totale discontinuità rispetto al Rei (Reddito d’Inclusione) adesso vigente”, si legge nella presa di posizione dell’Alleanza, datata 4 dicembre, “una scelta che, a livello locale, porterebbe al caos: non solo si azzererebbe il lavoro faticosamente svolto sinora – con la sperimentazione del Sia dapprima e con l’introduzione del Rei dopo – ma si assegnerebbero ai Centri per l’Impiego compiti di cui oggi non sono in grado di farsi carico”.

Il cartello di associazioni ha richiamato il governo, che si sarebbe rifiutato d’incontrare l’Alleanza per discutere su come potenziare il Rei in attesa che la macchina del Reddito di cittadinanza sia pronta a sostenerne l’organizzazione (che si preannuncia complessa). Lo stanziamento di 9 miliardi di euro per la povertà viene definita “un’occasione storica”, ma smontare il Rei per ricominciare daccapo sarebbe controproducente per gli stessi poveri che si intende aiutare:

“Modificare radicalmente l’impianto del Rei, oggi in rodaggio, costringerebbe” gli attori coinvolti a “affrontare un’ulteriore mole di cambiamenti e adattamenti, con gran dispendio di tempo ed energie: tutto ciò li distoglierebbe proprio dall’obiettivo di offrire risposte adeguate ai poveri”, ha scritto l’Alleanza.

Al di là dei rilievi pratici, le associazioni criticano lo spirito del Reddito di cittadinanza nel suo presentarsi come uno strumento volto a creare occupazione, tramite un preciso reinserimento nel sistema dei Centri per l’impiego: “Se la creazione di lavoro è presentata oggi come l’obiettivo principale del RdC, un domani, quando non lo si sarà raggiunto, se non per una quota circoscritta di utenti, si potrà facilmente affermare che la misura ha fallito”.

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