Wall Street rialza la testa, chiusura positiva

26 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo dopo la striscia negativa più lunga dell’anno, a Wall Street prevalgono gli acquisti: nel finale delle contrattazioni il Dow guadagna lo 0,36% a 15.328 punti, il Nasdaq fa +0,69% a 3.787 punti mentre lo S&P 500 fa +0,37% a 1.699 punti. Gli investitori continuano ad osservare da vicino la discussione in corso a Washington tra Democratici e Repubblicani per l’approvazione del bilancio e l’innalzamento del tetto sul debito. Se un accordo non sarà raggiunto entro la fine del mese potrebbe esserci la paralisi del governo federale.

Reso noto il Pil del terzo trimestre: non c’è stata alcuna revisione, confermato il trend dell’ultima rilevazione, pari a +2,5%, rispetto alla crescita +1,1% del primo trimestre. Da segnalare inoltre che, in occasione dell’ultima riunione del 18 settembre, la Fed ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita economica per il 2013 e 2014; per il 2013, si prevede una espansione tra il 2 e il 2,3%, rispetto alle proiezioni di giugno di un Pil tra 2,3 e +2,6%. “Molte incertezze permangono riguardo all’economia americana – ha commentato William Gale, responsabile finanziario – Il quadro dell’occupazione rimane sbilanciato e incostante di mese e in mese, riflettendo l’incertezza delle aziende sui piani di investimenti futuri”.

Comunicate anche le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, che sono scese a sorpresa (gli analisti avevano previsto un rialzo). La media delle ultime quattro settimane, un indicatore più attendibile in quanto non soggetto alla volatilità dei mercati, è calato di 7.000 a 308.000, al valore più basso dal giugno del 2007.

Segnali negativi sono arrivati sul fronte immobiliare: il numero di compromessi delle case negli Stati Uniti sono scesi dell’1,6% ad agosto facendo segnare la terza flessione mensile consecutiva. Lo affermano i dati del Nar. Il dato e’ leggermente peggiore delle attese degli analisti che si aspettavano una flessione piu’ contenuta a -1,5%.

Tra i titoli, Facebook ha superato la soglia dei 50 dollari per azione a 50,06 dollari (+1,21%) dopo che Goldman Sachs ha alzato l’obiettivo di prezzo da 52 a 58 dollari.

Dopo aver chiuso ai massimi di sempre il 8 settembre, l’indice allargato S&P 500 ha perso l’1,9% nelle ultime cinque sedute. A pesare le notizie secondo cui il Presidente Barack Obama non e’ riuscito a trovare un accordo con i Repubblicani del Congresso sul bilancio.

Al centro dei colloqui l’ipotesi di innalzare il tetto sul debito per scongiurare il default. Washington ha tempo fino al 18 ottobre. Gli analisti di Mps Capital Services fanno notare che il segretario al tesoro Jacob Lew ha rimarcato come nelle casse del governo Usa rimarranno appena 30 miliardi di dollari non più tardi del 17 ottobre. “Tale ammontare non sarebbe sufficiente per far fronte ai pagamenti previdenziali, assistenziali ed alle spese militari in scadenza l’1 novembre, pari a circa 55 miliardi. Il Senato sta provando a far passare un provvedimento che consenta di prendere tempo fino a metà novembre, senza però pregiudicare il finanziamento della riforma sanitaria di Obama come proposto dai repubblicani alla camera”.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,34% a $1,3448; dollaro/yen +0,64% a 99,06; euro/franco svizzero -0,02% a CHF 1,2293. Euro/yen +0,35% a JPY 133,59.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio +0,41% a 103,08 dollari al barile; quotazioni oro -0,35% a $1.303,08. Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali salgono al 2,64%.