Wall Street: primo calo dopo 10 rialzi di seguito. Fiducia dei consumatori, minimi dal 2011

15 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio negativo, peggiora la Borsa americana con il Dow che scende dai massimi storici toccati ieri. Dopo dieci sedute di fila in rialzo, l’indice americano delle blue chips mostra i primi segni di stanchezza. Si arresta cosi’ la corsa ai record di Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,18% a 14.512,57 punti, il Nasdaq cede lo 0,30% a 3.249,07 punti mentre lo S&P 500 arretra dello 0,2% a 1.560,59 punti. Pesa una serie di indicatori economici Usa non brillanti diffusi oggi. Dopo la chiusura, l’euro è scambiato a 1,3060 dollari.

Dopo la corsa senza freni delle ultime settimane e l’aggiornamento dei nuovi record, iniziano tra gli analisti a sollevarsi i primi dubbi circa la sostenibilità di questi livelli. A tal proposito, oggi Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management, ha detto che, a suo parere, lo S&P 500 ha corso troppo: “Quota 1.600 punti presuppone una congiuntura economica decisamente più positiva di quella attuale negli Stati Uniti”.

A livello settoriale contrastate le banche dopo che gli stress test hanno evidenziato la necessita’ per JP Morgan e Goldman Sachs di ripresentare i piani di capitale alle autorita’ di controllo dei mercati.

Sul versante macro, male l’indice della fiducia dei consumatoristilato
dall’Università del Michigan che è sceso a marzo a 71,8 punti, peggio delle stime nonché ai minimi dal 2011.

Oggi è stata diffuso il dato sulla produzione industriale: nel mese di febbraio il dato ha segnato un rialzo dello 0,7% su base mensile a fronte del + 0,4% atteso dagli economisti. Rivisto al rialzo anche il dato di gennaio passato da -0,1% a +0,0%. L’utilizzo della capacità produttiva è aumentato a febbraio al 79,6%. Si tratta del più alto livello dal marzo del 2008. Gli esperti avevano previsto un utilizzo della capacità produttiva al 79,4%.

Intanto, i prezzi al consumo sono saliti ancora in febbraio, +0,7% su mese, trainati al rialzo dal balzo del costo del carburante, che a sua volta si e’ issato ai massimi dal 2009. L’indice Empire manifatturiero dell’area di New York sono cresciuti a 9,2 contro il 6,5 previsto dagli analisti.

“Per il momento, le pressioni inflazionistiche sembrano muoversi in un range accettabile, nonostante i picchi recenti” ha commentato Jim Baird, responsabile degli investimenti presso Plante Moran Financial Advisors.

In ambito valutario, l’euro +0,28% a $1,3040; dollaro/yen -0,09% a JPY 96. Euro/franco svizzero invariato a 1,2313. Focus sul trend del biglietto verde, che da valuta di finanziamento si conferma sempre più alla stregua di valuta di crescita.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio +0,21% a $93,23 al barile, quotazioni oro +0,09% a $1.592,10. I Treasuries sono in ribasso, con i rendimenti del decennale che avanzano di un punto base al 2,04%.