WALL STREET: NESSUN SEGNALE DI RECUPERO

5 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Inizio di settimana negativo per gli indici Usa che continuano a cedere terreno alla luce di nuove notizie decisamente poco confortanti sul fronte macroeconomico, ma anche societario. Da segnalare comunque che l’attivita’ al Nyse e’ almeno del 26% piu’ bassa rispetto al livello della scorsa settimana. Attualmente e’ di circa 850 milioni il volume al Nyse e 840 milioni quello del Nasdaq.

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La debolezza dell’economia, emersa nelle ultime settimane, sembra dunque azzerato quella voglia di rialzo che non molto tempo fa aveva portato il Dow Jones a guadagnare circa 1200 punti in meno di una settimana . I dati economici si susseguono uno dopo l’altro come colpi di pugile rischiando di mettere ko i mercati. Oggi e’ la volta dell’Ism dei servizi di luglio , che rivelandosi ancora una volta in calo, e’ andato a confermare i timori sulla precarieta’ del quadro congiunturale, gia alimentati la scorsa settimana dalla comunicazione del Pil del secondo trimestre – la crescita e’ stata di appena l’1,1% – del tasso di disoccupazione – il dato ha messo in luce una crescita poco sostenuta dei nuovi posti di lavoro – e dell’ Ism manifatturiero – il settore continua a crescere ma il passo e’ sempre piu’ lento.

I dubbi sulla ripresa dell’economia negli ultimi tempi hanno aumentato le aspettative per un nuovo taglio dei tassi, che potrebbe arrivare nel meeting del FOMC del 13 agosto, ma secondo alcuni anche prima. Pensiamo che solo 5 settimane fa la banca centrale aveva dichiarato che la crescita era abbastanza forte da garantire, molto presto, un rialzo dei tassi. Ora questa possibilita’ sembra essere lontana anni luce e una dopo l’altra, le banche d’affari hanno aumentato le aspettative di un nuovo taglio dell’obiettivo sui fed funds e contemporaneamente hanno ridotto le previsioni di crescita del Pil.

Sul fronte societario, questa mattina a deprimere gli investitori una serie di ‘downgrade’ e commenti negativi della banche d’affari per colossi del calibro di Cisco System (CSCO – Nyse), Citigroup (C – Nyse) e J.P. Morgan (JPM – Nyse). Lehman Brother ha tagliato il giudizio su JPM e C a ‘equal weight’, riducendo per i due gruppi finanziari anche le stime sugli utili. Sempre Lehman ha ridotto il rating di Cisco a ‘equal weight’ citando il passo piu’ lento del previsto per la ripresa della spesa delle aziende di telefonia in infrastrutture. Brutte notizie anche per il settore dei semiconduttori: sia Banc of America che Piper Jaffray prevedono un calo degli ordini ad agosto e settembre per le infrastrutture di chip. Sconforto poi anche per il settore della telefonia dopo che la blue chip SBC Communications (SBC – Nyse) ha dichiarato di aver sottovalutato il livello di debito sul breve termine. Brutte notizie anche da Wal Disney (DIS – Nyse) che potrebbe vedere ridotta la propria valutazione sul debito da parte di Moody’s.

Non manca tuttavia chi, in questo clima generalizzato di sfiducia si dichiara ottimista e minimizza le preoccupazioni. Bruce Steinberg, capo economista della banca d’affari Merrill Lynch , ritiene infatti che l’economia crescera’ del 3,5% nella seconda meta’ dell’anno . E’ positivo anche John Ryding, chief market economist di Bear Stearns, secondo cui non ci aspetta un nuovo ribasso dell’economia. Le borse tuttavia, non sembrano farsi contagiare dall’ottimismo di Steinberg e di Ryding e danno invece ascolto alla raccomandazione di Thomas Weisel , che ha consigliato agli investitori di rimanere sulla difensiva , considerato il quadro economico poco rassicurante. A cio’ si aggiunge la preoccupazione di HSBC , che ha espresso cautela sulle prospettive dei mercati azionari per il resto dell’anno aggiungendo che la prudenza incidera’ sui consumatori.

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