Wall Street in affanno, dubbi su crescita interna e crisi del debito

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

I paesi periferici dell’area euro rubano la scena anche a New York, con il mercato che ha cancellato i guadagni iniziali. Il piano di salvataggio dell’Irlanda rischia di saltare e con esso il progetto stesso dell’Unione Europea. Intanto i dati macro Usa confermano una situazione instabile interna, mentre la Cina ha deciso di mettere un freno all’inflazione.

L’unico fattore positivo di giornata e’ che negli Stati Uniti sta crescendo l’ottimismo per l’andamento dei consumi sotto le feste dopo che la catena di discount Target ha emesso previsioni incoraggianti sul giro d’affari di fine anno.

La triste verita’ sulla crisi del debito sovrano dei PIIGS e’ che l’intero progetto europeo e’ ora a rischio disintegrazione, con le conseguenze strategiche ed economiche che al momento sono impossibili da prevedere. In un intervento tenuto in mattinata, il presidente dell’Unione Europea Herman Van Rompuy (tra le altre cose poeta e scrittore di versi in giapponese e latino) ha avvertito che se i leader europei non affrontano come si deve la crisi e consentono una rottura del blocco dell’eurozona, finiranno per distruggere l’Unione Europa stessa.

Dagli ultimi dati macro Usa e’ emersa una situazione dei prezzi al consumo sotto controllo, ma anche un mercato immobiliare ancora fragile – vedi calo ai minimi di 18 messi dei nuovi cantieri edili in ottobre. Il CPI Core sembra invece aver toccato il cosidetto punto di “bottom”, il che aumenta i rischi di deflazione.

Ma l’attenzione e’ concentrata sulla bomba a orologeria del debito irlandese, che potrebbe esplodere da un momento all’altro, mentre l’ultima asta di titoli a un anno in Portogallo ha avuto un esito disastroso.

I bond irlandesi hanno oscillato tra il rosso e il nero mentre i funzionari dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce sono impegnati nella messa a punto di un’iniziativa concertata volta a stabilizzare l’economia nazionale e i mercati.

I ministri delle Finanze del gruppo dei 16 paesi dell’area euro hanno iniziato a lavorare a un possibile piano di salvataggio delle banche irlandesi affossate dal debito. Le discussioni tenute durante la riunione di cinque ore dell’Eurogruppo hanno aumentato la probabilita’ della messa a punto di un pacchetto per soccorrere il settore bancario di Dublino.

Intanto perdono forza le materie prime, appesantite dalla decisione della Cina di mettere un freno all’inflazione. Il governo di Pechino potrebbe imporre un controllo temporaneo al valore dei beni di tutti i giorni e dei materiali di produzione, allo scopo di contrastare il rincaro piu’ alto degli ultimi due anni.

A livello societario focus sul settore dei consumi in attesa dell’inizio delle festivita’. La catena di discount Target ha emesso previsioni molto buone per gli ultimi tre mesi dell’anno.

Occhi puntati anche sul ritorno in borsa di General Motors: la casa di Detroit ha annunciato di aver aumentato il numero di titoli da vendere al momento del suo sbarco sul emrcato a 478 milioni da 365 milioni. La mossa, che potrebbe segnare la maggiore Ipo della storia, riflette un’alta domanda da parte degli investitori. Ieri la casa automobilistica ha alzato il prezzo dei ttioli a una forchetta compresa tra $32 e $33 per ciascun titolo dal range di $26-$29 stabilito in precedenza. GM ha inoltre rivisto al rialzo l’ammontare di titoli privilegiati in vendita, a $4.6 miliardi da $3 miliardi. Il prezzo di emissione dovrebbe essere annunciato in giornata.