WALL ST. TIRA IL FIATO, GIU’ ENERGIA E BANCHE

24 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Dopo la migliore singola seduta in cinque mesi, il mercato preferisce rallentare il passo (controlla la performance in tempo reale), con gli investitori che traggono profitti in attesa di ricevere nuovi segnali sullo stato di salute dell’economia.

In una seduta priva di appuntamenti di rilievo sul fronte macroeconomico, ad attirare l’attenzione e’ stato l’intervento del Segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner, che accompagnato dal presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, ha lanciato un appello ai deputati della Camera affinche’ gli vengano concessi nuovi poteri per scongiurare il rischio di un fallimento dei big della finanza, il cui collasso potrebbe mettere a repentaglio la stabilita’ del sistema finanziario e dell’economia globale.

“E’ facile aspettarsi delle prese di profitto”, osserva Phil Orlando, chief equity market strategist at Federated Investors. “Il mercato preferisce mantenere un approcio cauto perche’ riconosce che rimangono ancora delle nuvole grigie all’orizzonte”, ha chiosato l’analista, facendo riferimento in particolare ai problemi relativi al mercato del lavoro.

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Negativi tutti i settori, ma la lettera si abbatte in particolare sulle aree che meglio avevano performato ultimamente, mentre energia e commodity pagano il prezzo della frenata delle quotazioni del greggio. I futures con consegna maggio sono scivolati sotto quota $53 il barile sulle preoccupazioni legate all’aumento delle scorte di oro nero.

Si distingue in negativo Bank of America, in calo del 7% sulle voci secondo cui due dei principali membri del team di Merrill Lynch specializzato nelle ricerche sui mercati finanziari lasceranno la societa’ nei prossimi mesi. In calo di oltre il 3% Citi e JP Morgan.

Tuttavia giungono notizie per lo piu’ positive dal settore bancario: Goldman Sachs ha annunciato che intendera’ vendere parte dei propri investimenti nella Industrial and Commercial Bank of China per ripagare una quota dei fondi ($10 miliardi) ottenuti dal governo americano lo scorso ottobre. Il titolo guadagna quasi il 2%, in controtendenza con il benchmark settoriale XLF, in calo dello 0.5%.

Credit Suisse ha dichiarato di aver registrato una buona performance nella prima parte dell’anno mentre Deutsche Bank ha assicurato che il livello di liquidita’ resta solido e che sara’ in grado di generare profitti nell’anno in corso.