Lending: cos’è, a cosa serve e quali sono i vantaggi

1 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Caludio Cabella, private banker di Alessandria

Sempre più spesso si sente parlare di lending ed in questo mio articolo voglio cercare di spiegare che cosa si intende, a cosa serve e quali vantaggi si possono avere.

Per lending si intende un prestito che l’istituto bancario concede ad un cliente. Prima di accordarlo, la banca valuta il merito creditizio dell’assistito ovvero la sua capacità di rimborsare l’importo del prestito richiesto: se questa valutazione, che prende il nome di istruttoria, ha esito positivo la banca concede il finanziamento per la somma richiesta. Ve ne sono di diversi tipi ed io mi limiterò ad esaminare le più utilizzate.

Partiamo innanzitutto dall’apertura di credito in conto corrente, dove la banca si impegna a mettere a disposizione una certa somma sul conto corrente del cliente, fino alla scadenza pattuita o a tempo indeterminato. In altre parole, il correntista può prelevare più di quanto da lui versato ma entro i limiti del fido accordato ed andando così a debito con il saldo del conto.

L’utilizzo della somma messa a disposizione dalla banca sul conto del cliente, potrà essere effettuato attraverso più prelevamenti, in base alle esigenze di liquidità, e così potrà avvenire per il reintegro. Ovviamente si dovranno pagare degli interessi che verranno addebitati in sede di liquidazione o con cadenze stabilite.

I finanziamenti poi si distinguono anche in base ad altre caratteristiche come:

  1. le modalità di utilizzo ed in questo caso abbiamo i crediti di cassa (veri e propri prestiti della banca alla clientela affidata) e i crediti di firma (con i quali la banca garantisce un’obbligazione del proprio cliente).
  2. la garanzia offerta dal cliente ed in quest’altro caso si hanno i prestiti con garanzia reale (quando il finanziamento è garantito da ipoteca su un immobile o pegno su beni mobili, come, ad esempio, titoli di credito), i prestiti con garanzia chirografaria o personale (quando il finanziamento è garantito da una o più fidejussioni di terzi) ed anche i prestiti in bianco (oggi sempre più rari).
  3. la scadenza: distinguiamo finanziamenti a breve (scadenza non oltre i 18 mesi) e finanziamenti a medio lungo termine (scadenza superiore ai 18 mesi).
  4. le modalità di rimborso: si hanno i prestiti autoliquidanti o scadenzati (quando l’adempimento del debitore si estingue o riduce automaticamente il prestito come ad esempio nel mutuo) ed i prestiti a revoca (che si estinguono al momento dell’esercizio della facoltà di recesso concessa sia alla banca che all’affidato).
  • Occorre anche menzionare i finanziamenti agevolati, che sono quelle agevolazioni creditizie concesse dallo Stato o da un Ente Pubblico, finalizzati ad incentivare lo sviluppo economico di un Paese o di un’area geografica o, ancora, di un particolare settore.

Sicuramente ancora oggi una delle forme più utilizzata di prestito è il mutuo, contratto con il quale la banca (mutuante) consegna all’affidato (mutuatario) una somma di denaro in un’unica soluzione o in tranche (a seconda dello stato di avanzamento lavori) con l’impegno da parte del mutuatario di restituire la somma prestata in rate periodiche, comprensive di quota capitale ed interessi.

Il tasso di interesse che contraddistingue un mutuo può essere:

  • fisso
  • variabile

Un’ ulteriore forma di lending, dal sottoscritto molto utilizzata, è il prestito con garanzia. Sostanzialmente si tratta della possibilità, concessa dalla banca, di poter andare in “rosso” sul proprio conto corrente sino ad una determinata cifra, mettendo a garanzia un portafoglio d’investimento. Quest’ultima caratteristica lo differenzia dal prestito classico che una persona potrebbe ottenere dimostrando di poterlo poi restituire attraverso il proprio reddito.

Lo si può richiedere per dover affrontare una spesa, come, ad esempio, cambiare i serramenti oppure rifare la facciata della casa dove si vive o, più semplicemente, cambiare arredamento. Anziché avere un vero e proprio piano di rientro, piano di ammortamento, con rate mensili prestabilite per la restituzione graduale di quanto utilizzato, si mette a garanzia una parte degli investimenti che continuano così a lavorare per la persona stessa.

La restituzione del debito contratto è molto più flessibile. Si può “rimborsare” parte del debito in occasione di entrate straordinarie, rientrando di conseguenza da interessi passivi e/o disinvestendo plusvalenze da investimenti.

Tale formula è pertanto molto utile per chi ha entrate variabili nel tempo: costoro potrebbero trovarsi in difficoltà ad avere una rata fissa da restituire mensilmente. Così, invece, è possibile pianificare di versare denaro sul conto per abbattere il debito nel momento più opportuno. Normalmente poi i tassi di interesse applicati sono inferiori a quelli dei prestiti più tradizionali essendo garantiti dagli investimenti stessi.

Se sarai interessato ad approfondire quale tra le casistiche considerate sarebbe più confacente alle tue esigenze, potrai scrivermi a claudio.cabella@spinvest.com o telefonarmi al 339-6566466.

 

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