Consulente Assicurativo Finanziario: questo sconosciuto “comune mortale”

15 Luglio 2020, di Ilaria Sangregorio

di Alleanza Assicurazioni Agenzia di Milano Nord con l’intervento della Consulente Germana Gaggino

Retorica, quando si pensa ad un Consulente Assicurativo Finanziario è lei la prima cosa che ci viene in mente. Il ruolo di questa figura professionale è sicuramente centrale per chi si affida, ma altrettanto secondario per i dubbiosi. Dubbi probabilmente a volte legittimi, se…

  • l’esperienza non è stata delle migliori
  • per chi non è stato messo nelle giuste condizioni di comprendere
  • per chi non è stato informato
  • per chi non si è sentito seguito

Tuttavia, tolti i panni del professionista, il Consulente è un comune mortale proprio come i suoi stessi clienti. Fa i conti a fine mese, attende di sapere quando andrà in pensione, famiglia e protezione sono le sue priorità. Chi decide di intraprendere questo tipo di carriera arriva con tutto il suo bagaglio di esperienze lavorative e di vita con un obiettivo ben chiaro: la ricerca della stabilità.

Quando Germana è arrivata in Alleanza aveva ben chiara la direzione da intraprendere e la meta da raggiungere; voleva sentirsi una donna autonoma e competente, mettendo a fattor comune la sua grande predisposizione al dialogo e alla comprensione. Riscatto è stata una delle prime parole che le abbiamo sentito pronunciare, mettersi in gioco – invece – il grande motore che l’ha spinta a perseguire e percorrere questa strada.

Il colloquio conoscitivo

Spesso il colloquio non è solo un momento in cui elencare capacità e soft skills, ma un atto di onestà, di sincerità, dove esprimere anche incertezza…del resto si parla di esseri umani e non robot. Gli stessi esseri umani con i quali Germana si confronta ogni giorno, supporta e guida in scelte responsabili e sicure.

Capire quali sono le problematiche dei suoi clienti è il primo passo per poterli aiutare, magari ritrovandocisi lei stessa perché, separare professionalità da empatia, sarebbe l’errore più grosso che potrebbe commettere. Il Consulente si identifica con il Cliente, ritrova analogie, condivide pensieri, crea legami. Capita più spesso di quanto si pensi, che nel parlare con i clienti, si raccontino esperienze di vita ed è li che il Consulente è anche e soprattutto comune mortale, poiché nel portare una soluzione spiega come la medesima scelta sia stata ottimale anche nella propria vita personale.

L’esperienza diretta ha un peso specifico non quantificabile che fortunatamente vince ancora “a mani basse” contro l’iper informazione sterile e mediatica.

La casa, i suoi affetti, il suo futuro sono le sue priorità, così come lo sono per i suoi clienti. Il grosso vantaggio sta nel fatto che è anche un’ottima guida e una professionista preparata. Germana ci ha raccontato una delle sue primissime esperienze come consulente.

La storia di Germana

“Erano pochi mesi che lavoravo nell’Agenzia di Milano Nord – all’incirca tre – quando tra gli appuntamenti della giornata, uno era da una cliente già di portafoglio. Una signora molto preparata e a modo alla quale avrei dovuto consegnare l’estratto conto relativo alla sua polizza di accantonamento. Durante il colloquio, la cliente con molta nonchalance ha finto di prendere informazioni per “un’amica” che, trovandosi nel mezzo di una vendita immobiliare, chiedeva informazioni sulle forme di investimento a premio unico. Così ho iniziato a spiegare quali fossero le soluzioni proposte dalla nostra compagnia sia a lei che al suo compagno (peraltro cliente ed ex consulente di Alleanza) presente al nostro appuntamento. Alla fine dell’incontro, entrambi mi hanno subito richiesto un nuovo appuntamento – per la settimana successiva – che ho fissato contestualmente con loro. Dopo un paio di giorni ho ricevuto una telefonata dalla cliente che, nel confessarmi che la sua amica in realtà era lei, spiegava come le domande fatte e le mie successive risposte, l’avessero messa in condizione di poter operare una scelta e che nel ventaglio di proposte snocciolate da Banche e altre forme di investimento, l’unica ad averla messa in grado di comprendere e scegliere era stata la mia spiegazione.

 

Ero stata io.

La soddisfazione più grande è arrivata in particolar modo quando la signora, nell’operare la verifica (con la nostra impiegata) post investimento ha chiesto esplicitamente di non cambiarle per nessun motivo la consulente, altrimenti sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia. Quella esatta fiducia che per noi consulenti conta sopra ogni cosa.”

 

Questo articolo fa parte di una rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: social.brown@triboo.it


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