Vaccini, appello medici Usa: trasparenza su effetti collaterali “non saranno una passeggiata”

24 Novembre 2020, di Alberto Battaglia

Numerosi medici americani hanno invitato le autorità alla massima trasparenza sugli effetti collaterali dei vaccini anti-Covid che si apprestano a finire sul mercato americano. L’appello è stato lanciato durante un incontro con i consiglieri del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), un’agenzia federale Usa.

Sia il vaccino Moderna sia quello Pfizer/BioNTech, infatti, richiedono due somministrazioni distanziate: il timore dei medici è che le possibili conseguenze negative della prima inoculazione possano scoraggiare i pazienti a ripresentarsi per la seconda dose.

In particolare, i volontari cui sono stati somministrati i vaccini Pfizer e Moderna, i più vicini ad ottenere il via libera della Food and Drug Administration, hanno riportato effetti collaterali come febbre alta, dolori muscolari, emicranie e spossatezza. Si tratta in buona parte, di sintomi influenzali sovrapponibili a quelli sperimentati dai soggetti positivi al Covid-19, anche se nella maggior parte dei casi spariscono nel giro di 24 ore o anche prima.

L’obiettivo: completare la vaccinazione

Abbiamo davvero bisogno di rendere i pazienti consapevoli che questa [somministrazione] non sarà una passeggiata nel parco“, ha detto la dottoressa Sandra Fryhofer durante l’incontro virtuale con il Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione (Acip) un gruppo esterno di medici che offrono consulenza al Cdc.
“Sapranno di fare un vaccino. E probabilmente [dopo] non si sentiranno benissimo. Ma devono tornare per quella seconda dose”.

Secondo una partecipante alla sperimentazione del vaccino Moderna che ha partecipato al meeting del Cdc, la prima dose “non sarebbe un grande problema”. Ma “la seconda dose ti metterà sicuramente a letto per tutta la giornata… Dovrai prenderti un giorno libero dopo la seconda dose”, ha affermato.
Secondo le previsioni, i vaccini Moderna e Pfizer potrebbero ottenere la luce verde per avviare la distribuzione già a metà dicembre, negli Stati Uniti, e non molto tempo dopo anche in Europa.