USA: MERRILL LYNCH, NESSUN PERICOLO DI RECESSIONE

7 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Merrill Lynch, la principale societa’ di intermediazione finanziaria americana, prevede nel 2001 un rallentamento mondiale della crescita economica, ma non si dovrebbe arrivare a una recessione negli USA.

Il prodotto interno lordo globale, secondo un rapporto che riassume l’opinione di oltre 900 analisti ed economisti della societa’, dovrebbe crescere del 3,2%, un livello piu’ ridotto di quello di quest’anno, ma pur sempre superiore al 1998 e 1999.

In Europa il Pil potrebbe aumentare del 2,8% – contro il 3,5% di quest’anno – e in Giappone dell’1,5% – contro il 2% del 2000; la crescita del prodotto interno lordo americano dovrebbe invece essere del 3,25%, il tasso piu’ basso degli ultimi sei anni.

Bruce Steinberg, capo economista di Merrill Lynch, non prevede pero’ una recessione per gli Stati Uniti. E’ probabile invece che la Federal Reserve abbassi i tassi d’interesse due volte nei primi sei mesi dell’anno prossimo, portando il tasso al di sotto del 6%.

Se l’Euro si dovesse indebolire contro il dollaro e’ probabile inoltre che la Banca Centrale europea segua le mosse della Fed.

Per quanto riguarda i mercati azionari, Merrill Lynch prevede per il prossimo anno un rallentamento dal 13% all’8% della crescita degli utili delle societa’ dello Standard&Poor 500, mentre l’indice stesso dovrebbe salire del 27% e raggiungere entro la fine del 2001 quota 1720, dopo aver chiuso quest’anno a 1450.

L’aumento dell’indice dipende pero’, secondo il capo della strategia d’investimento globale David Bowers, dall’intervento della Federal Reserve e dal livello dell’inflazione, pertanto gli investitori dovrebbero rimanere sulla difensiva e mettere in portafoglio titoli di industrie al riparo da eventuali cali della spesa pubblica quali supermercati, energia, farmaceutici e sanita’.
Da ridurre invece gli investimenti in tecnologia e telecomunicazione.

Steven Milunovich, stratega per la tecnologia globale di Merrill Lynch, nota infatti che sebbene drasticamente ridotti nelle valutazioni – l’indice Merrill Lynch Technology 100 e’ in calo del 40% dai massimi di marzo e i titoli Internet sono in ribasso del 70% – gli high-tech non sono cosi’ convenienti.
Le vendite di computer si sono gia’ ridotte, ma la crescita potrebbe rallentare al 15% nel 2001.
La crescita del budget societario disponibile per la tecnologia dell’informazione potrebbe d’altro canto essere simile o piu’ accelerata di quella di quest’anno.

Gli investitori in high-tech dovrebbero quindi aumentare le posizioni in software, immagazzinamento dati e servizi di computer, alleggerendo invece quelle in Internet e semiconduttori.

Il titolo preferito da Merrill Lynch per il 2001 e’ Solectron (SLR), seguito da America Online (AOL), Convergys (CVG), Cisco (CSCO), Nortel (NT), VeriSign (VRSN) e ST Microelectronics (STM).