USA: BUFFETT, SHOPPING IN ITALIA, OCCHI SU SARAS

8 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Warren Buffett guarda anche all’Italia per mettere a segno i suoi investimenti, magari sull’asse tra Omaha e Milano, dove ha “ottimi rapporti con Angelo Moratti”, il 43enne figlio di Gianmarco e vicepresidente della Saras.

Parlando con l’Ansa al termine della conferenza stampa di chiusura del lungo weekend di lavori assembleari della sua Berkshire Hathaway, l’ ‘oracolo’ del Nebraska spiega che “in Italia ci sono molte società interessanti”. Nessun dossier sul tavolo, precisa, ma l’attenzione c’é: “aspettiamo che ci chiamino e ci propongano un buon affare”, scherza. La conoscenza con Moratti junior è avvenuta per caso a Milano, non molto tempo fa e da allora i rapporti e gli incontri tra i due si sono intensificati e consolidati.

“Ho stima di lui osserva perché è un buon manager, più americano che europeo”. Buffett è a conoscenza inoltre che la Saras, la società che fa capo alla famiglia Moratti, è prossima alla quotazione presso la Borsa di Milano, con esordio al listino stimato il 18 maggio. “Lo so, la raffinazione del petrolio è un buon business”, spiega. La domanda è quindi d’obbligo: non è che il guru degli investimenti guarda all’acquisto di una quota azionaria nella Saras in sede di collocamento, cioé dell’offerta pubblica iniziale (Ipo)?

“Su questo non voglio rispondere”, replica Buffett. Comunque, le potenziali occasioni d’acquisto in Italia, “magari me le proporrà proprio Angelo”. La strada è però tracciata: dopo aver rilevato per 4 miliardi di dollari l’80% del capitale della israeliana Iscar Metalworking Cos., specializzata in manufatti metallurgici, la Berkshire Hathaway punta ad ampliare il portafoglio di investimenti in Europa e in particolare nel Regno Unito, dove Buffett vede “un terreno fertile” pur criticando l’obbligo di rendere pubblico il possesso del 3% di una società. “E’ un sistema osserva – che dal nostro punto di vista rende le operazioni più onerose”.

L’obiettivo resta quello di diversificare il portafoglio, bilanciando gli asset americani e l’esposizione verso il dollaro, oltre che mettere a frutto la liquidità di oltre 42 miliardi di dollari, come risulta dalla trimestrale di fine marzo. Buffett aggiunge che è importante che i mercati “abbiano regole chiare e comprensibili” e che sarebbe sorpreso “se voi non vedeste report” su società britanniche o europee in un anno o giù di lì.

Ci sono anche buone opportunità d’acquisto di società in Giappone, “in parte per l’attivismo” mostrato di recente dagli azionisti: “Vorremmo chiudere operazioni e credo che potremmo veramente trovare qualcosa”, aggiungendo di aver negoziato di recente nel Paese asiatico un affare che poi non è andato a buon fine. Nessuna “occasione da urlo”, invece, sul mercato americano. Appena venerdì, la Bershire Hathaway ha annunciato l’operazione Iscar, mentre il giorno dopo, rispondendo alle domande dei soci, Buffett ha detto di guardare a una possibile acquisizione da 15 miliardi di dollari pur ammettendo che ci sono solo poche chance (“se non remote”) che l’operazione, almeno allo stato, possa andare in porto.