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Nuovo record per UniCredit, che chiude il terzo trimestre del 2025 con un utile netto di 2,6 miliardi di euro e un risultato complessivo nei nove mesi pari a 8,7 miliardi, in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024.
A trainare i risultati non sono solo i ricavi e la tenuta del margine di interesse, ma anche la crescita delle masse nel risparmio gestito. Nel trimestre, la raccolta gestita (AuM + AuA) è salita a 185,9 miliardi di euro, in crescita del 4,3% rispetto al secondo trimestre e del 14,2% su base annua. Il comparto assicurativo è aumentato a 58,6 miliardi (+2,3% trim/trim, +0,9% a/a), mentre la raccolta amministrata (AuC) ha raggiunto 213,6 miliardi (+3,1% trim/trim, +4,5% a/a). I depositi si attestano a 391,2 miliardi, in aumento dell’1,9% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% anno su anno.
Ricavi in crescita e costi sotto controllo
Sopra le attese del mercato i ricavi netti del gruppo, che sono saliti dell’1,2% anno su anno a 6,1 miliardi di euro. Il margine di interesse si è attestato a 3,4 miliardi, in calo del 2,7% trimestre su trimestre e del 5,4% su base annua, risentendo del rallentamento del ciclo dei tassi, ma mostrando una resilienza legata alla gestione disciplinata del pass-through sui depositi, che si mantiene intorno al 30%.
Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno invece registrato un aumento dello 0,3% trim/trim e del 7,6% a/a, trainati in particolare dalle commissioni sugli investimenti, confermando la centralità del risparmio gestito come motore stabile di redditività.
Sul fronte dei costi, il gruppo ha mantenuto un elevato livello di efficienza: le spese operative sono scese dello 0,1% rispetto al 2024, nonostante l’ampliamento del perimetro, con un rapporto costi/ricavi (C/I) tra i migliori del settore.
Redditività e solidità patrimoniale
Il RoTE (rendimento sul patrimonio netto tangibile) è salito al 19,1% nel trimestre e al 21,7% nei nove mesi. Il CET1 ratio si attesta al 14,8%, ben al di sopra dell’obiettivo manageriale compreso tra il 12,5% e il 13%. La generazione organica di capitale ha contribuito per 89 punti base, pari a 2,6 miliardi di euro, mentre il consolidamento della partecipazione del 26% in Commerzbank ha comportato un assorbimento di 117 punti base.
Il costo del rischio resta basso, a 10 punti base, con 113 milioni di euro di rettifiche su crediti. Il portafoglio creditizio mantiene elevati livelli di copertura, sostenuto da circa 1,7 miliardi di euro di overlay su posizioni in bonis, a tutela del conto economico.
Dividendi e riacquisto di azioni: 9,5 miliardi agli azionisti
Il Cda e ha approvato la distribuzione di un acconto dividendo per 2,2 miliardi di euro, pari a 1,4282 euro per azione, con pagamento il 26 novembre 2025. La tranche residua del buyback, relativa al 2024 e pari a 1,8 miliardi di euro, partirà entro la fine di ottobre.
Nel complesso, la distribuzione totale sul 2025 sarà pari o superiore a 9,5 miliardi di euro, di cui almeno la metà in dividendi cash.
“Confermiamo la nostra guidance per un utile netto di circa 10,5 miliardi nel 2025 prima di ogni iniziativa manageriale per rafforzare ulteriormente i nostri risultati futuri, e siamo sulla buona strada per portare a termine il nostro migliore anno di sempre” ha sottolineato Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit.
Il numero uno del gruppo ha inoltre evidenziato che “con l’accelerazione della nostra strategia e con l’impiego del capitale in eccesso per creare valore, abbiamo migliorato la nostra traiettoria leader nel settore per utili e distribuzione agli azionisti”.
Le prospettive per il 2025
Per quanto riguarda le prospettive dell’anno in corso, UniCredit conferma la guidance di utile netto a circa 10,5 miliardi di euro per l’esercizio 2025, escludendo iniziative straordinarie, e punta a superare gli 11 miliardi nel 2027 e crescita a doppia cifra di dividendo per azione.