Mercati

Una storia già vista sul dollaro?

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

I tori sul dollaro hanno un motivo di diffidare sui dati macroeconomici usciti nella giornata di venerdì sul mercato del lavoro. Questo dato ha sostenuto la probabilità di un aumento dei tassi di interesse a dicembre da parte della Federal Reserve, e rilanciato un biglietto verde che fino ad adesso ha vissuto qualche momento di difficoltà. Ma l’ultima volta che il dollaro è stato così forte, la banca centrale ha subito un contraccolpo importante sia sulle esportazioni e sia sull’inflazione.

I trader hanno vissuto un’esperienza simile già a marzo, infatti un dollaro forte può portare i funzionari della FED a limitare gli aumenti dei tassi di interesse nel 2016, anche se il loro obbiettivo è quello di effettuare già un primo rialzo prima della fine del 2015.

Secondo Brendan Murphy (senior manager di portafoglio a Standish Mellon Asset Management Co.)

E’veramente difficile per la FED alzare i tassi in modo aggressivo. Una volta fatta questa operazione, il movimento che attualmente sta facendo il dollaro si potrà considerare concluso

Murphy ha dichiarato anche che sta “scommettendo” sul biglietto verde contro l’euro e contro tutte le valute delle nazioni esportatrici di materie prime, ma ha già tagliato parte delle posizioni da inizio anno.

dollaro

La forza lavoro americana

Il dollaro si è apprezzato sia contro l’euro e sia contro lo yen dopo dopo i dati pubblicati nella giornata di venerdì da parte del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. Il dato ha mostrato che si sono venuti a creare 271.000 posti di lavoro nel mese di ottobre, il dato più alto di quest’anno. La valuta statunitense era scambiata a 123.09 yen prima dei dati, mentre il Bloomberg Dollar Spot Index è scivolato dello 0,1% dopo aver toccato i massimi dal dicembre del 2004.

Le percentuali di un aumento tassi da parte dei trader sono totalmente cambiate visto che, l’ultima rilevazione ha mostrato che il 66% (dal 56% prima del rapporto sul lavoro) adesso è convinto che a dicembre ci potrà essere un primo aumento. La Fed come sempre, sta valutando i progressi fatti sia sugli obiettivi occupazionali e sia sull’inflazione, ma i funzionari stanno anche tenendo d’occhio il dollaro.

La FED rimane vigile

I banchieri centrali hanno notato in pochi minuti dalla loro riunione di settembre che il dollaro si è “fortemente apprezzato” contro le valute dei paesi emergenti e contro le materie prime, proprio quest’ultime potrebbero essere oggetto di ulteriori ribassi.

Secondo Kathy Jones (capo-reddito fisso strategist di Charles Schwab & Co. a New York)

Il dollaro è un fattore importante per la Fed. Se il biglietto verde si muoverà al rialzo a causa dei tassi di interesse, prevedo un rally ulteriore del 5-10% il prossimo anno

Previsioni

Il dollaro ha già superato la maggior parte delle previsioni degli analisti per il suo apprezzamento, e la valuta statunitense ha perso terreno solamente contro cinque dei suoi 16 omologhi principali, tra cui la sterlina inglese.

Christoph Kind, responsabile dell’asset allocation alla Francoforte Trust, prevede che il biglietto verde arriverà alla parità con l’euro nel primo trimestre del 2016 se la Fed alzerà i tassi nel mese di dicembre.