Una scomoda verità sull’euro

14 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sbaglia chi con troppa fretta invoca la necessita’ di ripristinare la sovranita’ monetaria in Italia: perche’ se questa “significa stampare denaro illimitamente per coprire deficit di bilancio, questa e’ la peggiore arma di distruzione di massa per una nazione e una popolazione. E’ quello che e’ accaduto all’Argentina con il governo Kirchner, come spiega in maniera eloquente il saggista indipendente Eugenio Benetazzo.

Le scene di rivolta si vedono solo su YouTube – dice durante la trasmissione Canale Italia 83 “il Roubini italiano”, come a volte lo chiama la stampa – ma nel pase sudamericano “la popolazione e’ in rivolta a causa di un’inflazione tra il 35% e 50%.

Purtroppo, sottolinea sempre l’operatore di borsa Benetazzo nella sua analisi, alla maggior parte delle persone che ci ascolta, del Pil, del debito e della politica non interessa, finche’ il loro tasso di vita e benessere e’ decoroso. Quando percepiscono che dai parametri economici deriva invece la loro condizione economica inaccettabile, allora iniziano a interessarsi, sintetizza il saggista.

“In rete c’e’ tanta disinformazione”, dice l’opinionista riferendosi a quando si parla con troppa leggerezza “dell’euro come del male morboso per l’Italia”. Ma stampare moneta senza freni e’ il vero male di una popolazione.

Benetazzo fare un po’ di chiarezza sulla situazione macroeconomica e debitoria dell’Italia negli ultimi tempi, come promemoria per le scelte future, in particolare politiche.

“Da cinque anni deficit delle partite correnti negativo, importiamo piu’ di quanto esportiamo, sopratutto a causa del peso della bolletta energetica. Da quando e’ stato istituito l’euro ha consentito all’Italia di risparmiare 750 miliardi di euro in mancati oneri finanziari sul rifinanziamento dello stock di debito precedente, che purtroppo non sono mai stati messi a debito”.

Non sono mai stati sfruttati dai governi precedenti: “e’ li’ che si dovevano applicare le riforme di austerity e risanamento, utilizzando quei soldi risparmiati con la moneta unica”. Ma “per ragioni di consenso elettorale” non e’ stato fatto. Si tratta, difatti, chiaramente di misure impopolari.

L’euro ha inoltre consentito di indebitare famiglie e imprese a tasso variabile. Passare a una nuova divisa (Nuova Lira, come la chiamano alcuni) “avrebbe conseguenza devastanti sul paese: un terzo del debito italiano e’ ancora in mano a investitori esteri”.

“Chi si e’ indebitato adesso con mutui a tasso variabile, si troveranno rate raddoppiate nel giro di pochi mesi”. Ci troveremo in un “mercato dei tassi di interesse peggiore di quello che avevamo prima di entrare nell’Unione Europea”.