Una proposta: parlamentari vengano pagati in base alle presenze

24 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Novara – La questione degli stipendi dei nostri parlamentari è sempre viva e vegeta nelle discussioni quotidiane del cittadino medio. Sul bisogno di abbassarli oramai l’evidenza c’è da anni ma la volontà dei nostri politici ovviamente no.

Rileggendo poi alcune dichiarazioni mi sorge il dubbio che alcuni di questi dovrebbero stare in un manicomio piuttosto che alla Camera o al Senato. A meno di insurrezioni popolari che, per ora, non vedo possibili, vorrei fare una proposta a tutti i partiti per cercare di rendere meno vergognosa la situazione.

Abbiamo capito che, a meno di puntarvi una pistola alla testa (fisicamente), voi gli stipendi non ve li taglierete mai (chissà poi che con il M5S lì qualcosa non cambi) e io, sorpresa, non vi chiedo di farlo.

Quello che vi chiedo è però di relazionarlo alle vostre presenze. Qualche mese fa ho scritto della relazione “CamereAperte2011” in cui viene segnalata anche la percentuale di presenze (oltre alla produttività) dei vari parlamentari italiani. In base a quella, si moltiplica lo stipendo: se un parlamentare ha il 90% di presenze alle votazioni, il suo stipendio verrà moltiplicato per 0,90. Se ha il 70% per 0,70 etc etc.

Lo stipendio rimane quindi così come oggi (con tutti i bonus che ci sono) solo nel caso in cui un parlamentare collezioni il 100% delle presenze (certamente non contano le esclusioni per malattie o impegni legati alla sua attività politica di parlamentare). Negli altri casi lo stipendo è più basso (e viste le statistiche si risparmierebbero molto soldi).

Se dobbiamo pagarvi più di tutti almeno a lavorare andateci.

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