Un signor X acquista pagina del Corriere: “Compriamo Btp”

4 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Lo spread tra Btp e Bund si allarga ma Giuliano Melani (un promotore finanziario) si sente “impotente” di fronte alla disfatta e spende 20.000 euro pur di sostenere il debito pubblico. “Acquistiamo il nostro debito anche a tasso zero. Lunedi’ comprero’ 20.000 euro di Btp”. Ok, sara’ famoso (per 15 minuti) ma scusi Melani: non capisce che senza svenarsi, basterebbero le dimissioni del premier per ridurre lo spread Btp/bund di almeno 150 punti? Nella foto a fondo pagina, Leopold von Sacher-Masoch, a cui viene fatta risalire la psicopatologia definita parafilia, in seguito denominata appunto masochismo.

Reuters – Un’intera pagina sul Corriere della Sera per chiedere agli italiani di sostenere il proprio paese acquistando il debito pubblico italiano. E’ l’iniziativa di un cittadino, Giuliano Melani, che ha acquistato di tasca propria uno spazio sul primo giornale italiano per esortare all’acquisto di titoli di stato, annunciando che lui stesso lunedì acquisterà 20.000 di euro di Btp.

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“Concittadini, amici, fratelli di questa stessa nazione che si chiama Italia e che tutti amiamo. Possiamo farcela, ce la faremo” inizia l’appello.

Melani spiega che nessuno “può dirsi innocente” se l’Italia si trova nella situazione attuale e, dal momento che il problema principale è il debito, vede nell’acquisto dei titoli di Stato la strada maestra per uscire dalla crisi.

“Facciamo uno sforzo, compriamo il nostro debito. Chi più ne ha più ne metta”, scrive, stimando l’investimendo in 4.500 euro a persona per acquistare l’intero debito italiano. “Compriamoli al tasso di rendimento più basso possibile, compriamoli anche a tasso zero”, esorta i lettori.

Melani spiega di essere “uno dei portatori sani della soluzione”, sottolineando: “non ho un comitato, non ho un partito, non ho un movimento”.

Più banalmente, Melani, 51 anni – come spiega al telefono a Reuters – è un agente finanziario che lavora su mandato di una grande banca italiana, che ha scelto di spendere oltre 20.000 euro per acquistare la pagina di un quotidiano spinto dal sentimento di “impotenza” per l’attuale situazione.

“Il riscontro è stato eccezionale”, commenta soddisfatto. “I debiti li abbiamo fatti (tutti noi) in tanti anni. Li abbiamo fatti quando non abbiamo pagato le giuste imposte. Li abbiamo fatti quando abbiamo lavorato in nero. Li abbiamo fatti quando non abbiamo svolto correttamente il nostro lavoro. Li abbiamo fatti quando abbiamo preferito presentare un certificato medico piuttosto che andare al lavoro. Li abbiamo fatti con analisi e visite inutili. Li abbiamo fatti riempiendoci di medicinali che abbiamo regolarmente buttato. Li abbiamo fatti circolando gratis sui mezzi pubblici. Li abbiamo fatti facendo viaggiare autobus e treni completamente vuoti.

E non demorde, chiedendo: “Dopo aver letto il mio annuncio, andrà a comprare i titoli di Stato?”, prima di concludere: “Questo appello mi è costato un botto, per favore non fatene carta da macero”.

Fino a un’altra invocazione: “Dio santo! Siamo un popolo, un grande popolo. E se dobbiamo avere rispetto dei cinesi, com’è giusto che sia, facciamogli sapere: che per ora non siamo in vendita, che per ora vogliamo continuare a rispettare i diritti umani e che, sempre per ora, non condanniamo a morte gli oppositori”. E anche all’Europa Melani manda a dire: “Se pensano che siamo un peso si sbagliano di grosso […] è solo che proviamo simpatia per le emergenze, altrimenti non ci divertiamo”.

Melani ha studiato Scienze politiche e da dieci anni fa l’agente finanziario. Lavora, inquadrato come libero professionista, per UniCredit leasing Spa.

Residente a Quarrata in provincia di Pistoia, Melani lavora per Unicredit leasing Spa e ha simpatie per il sindaco di Firenze anche se lo trova “un po’ leggero”.

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Acquista una pagina sul Corriere: «Italiani, compriamoci il debito!»

di Paola Pica

L’appello a pagamento di un cinquantenne di Pistoia: «Acquistare Btp e Bot l’unico modo per tornare grandi».

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

MILANO – Giuliano Melani è un cittadino italiano, un cinquantenne di Pistoia che la politica ha provato a frequentarla qualche anno fa animando, nella sua città, una lista civica e di finanza di occupa per lavoro nella sua agenzia di leasing. Giuliano ha pagato di tasca sua un’ intera pagina del Corriere della Sera per rivolgere un appello agli italiani: «Concittadini amici e fratelli, compriamoci il debito!» . Come? «Sottoscrivendo i nostri titoli di Stato». Perchè? «Per uscire dalla crisi, per non svendere il Paese, per fare a meno del governo e dell’Europa» sostiene lui che racconta di credere talmente a fondo in questa iniziativa da aver sfidato, tra le altre cose, l’ ironia del figlio ventenne che ha (affettuosamente) cercato di evitargli la spesa, l’esposizione mediatica o forse una delusione.

«NON SONO DELLA VALLE» – Spiega Melani citando il recente j’accuse alla politica del patron della Tod’s, anch’esso diffuso come avviso a pagamento sui principali quotidiani: «Io non sono Diego Della Valle, ma voglio essere uno dei portatori sani della soluzione. Questo appello mi è costato un botto, per favore non fatene carta da macero!». Melani non è pentito della spesa: «Non si può pensare sempre di fare la “rivoluzione dopo pranzo”, ci sono stati uomini e donne che hanno dato la vita per questo Paese e per la libertà, noi possiamo almeno dare un po’ di soldi».

«POSSIAMO FARCELA» – «Sono convinto che ce la possiamo fare, basta andare in banca e ordinare Bot e Btp, ognuno di noi per quanto può dare e chi più ha più metta» dice ancora Melani raggiunto al telefono. «L’idea mi è venuta l’altra mattina, mi sono svegliato presto con questo pensiero in testa e una gran voglia di comunicarlo ai miei concittadini». Interesse per la politica? «Beh, domani ho un impegno…A parte gli scherzi sì sono interessato alla politica, nel senso che sento l’emergenza del momento. Non mi sento rappresentato da questo governo e non so se sarò rappresentato dal prossimo».
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WAR BOND – I toni accorati ricordano a tratti persino quelli della propaganda per i prestiti di guerra, le emissioni di obbligazioni per finanziare l’esercito viste in tanti Paesi nella prima e nella seconda guerra mondiale, specie là dove Melani invita a comprare Bot, Cct e Btp «al tasso più basso possibile. Compriamoli anche a tasso zero». Il paragone non irrita Melani: «È proprio così e del resto la situazione è drammatica». Niente speculazioni, dunque, ma puro investimento patriottico. «Mandiamo a ruba i nostri titoli di Stato, facciamo uno sforzo, compriamo il nostri debito»

DUE CONTI – La struttura del debito pubblico italiano, 1.900 miliardi di euro circa, ragiona Melani, è tale per cui la scadenza media è a 7/8 anni e ogni anni ci viene richiesto di rinnovare il debito per 260/270 miliardi: «Sono circa 4.500 euro a testa: lo so che le medie ci fanno fessi ma state sicuri che molte persone dispongono di queste cifre» . «Vi giuro che ci conviene, negli ultimi due anni sono state poste in essere manovre per 200 miliardi, sono andati tutti perduti perchè nel frattempo sono saliti i tassi d’interesse sul debito».

«NESSUNO PUO’ DIRSI INNOCENTE» – «Il nostro problema sono i debiti» contratti anche a causa dei comportamenti non corretti di ognuno di noi: «Quando non abbiamo pagato le giuste imposte, quando ci siamo riempiti di medicinali che abbiamo regolarmente buttato, quando abbiamo eletto persone inadeguate, quando non ci siamo messi a disposizione». Ma «vivaddio siamo stati anche liberi», «e siamo speciali, anche se ora ci sentiamo invecchiati» e c’è «una sola cosa da fare subito per tornare a salite le nostre azioni e i nostri beni: comprare il debito. Saremo ricompensati mille volte di quel poco che non abbiamo nemmeno speso – conclude Melani – ma prestato al nostro grande Paese, l’Italia»

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