Trasferimento di ricchezza: perché affidarsi a un consulente finanziario fa la differenza
Fonte: Istock
Nei prossimi decenni, assisteremo a uno dei fenomeni economici più significativi del nostro tempo: il trasferimento di ricchezza tra generazioni. Secondo una ricerca di Capital Group, le famiglie con elevato patrimonio netto (HNW) stanno già accelerando il passaggio di beni e capitali verso figli e nipoti. In questo scenario, il consulente finanziario gioca un ruolo cruciale per guidare gli eredi verso decisioni consapevoli e strategie di investimento efficaci.
Gli italiani investono di più l’eredità rispetto alla media globale
Lo studio ha coinvolto 600 individui HNW in Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti per comprendere il loro approccio alla pianificazione successoria. Tra i risultati più interessanti, emerge che gli eredi italiani sono tra i più propensi a investire il patrimonio ricevuto: il 38% contro il 33% della media globale. Inoltre, il 14% lo utilizza per acquisti importanti, una percentuale anch’essa superiore alla media (12%).
Questi dati indicano una maggiore consapevolezza finanziaria tra gli italiani, che spesso scelgono di far fruttare l’eredità invece di lasciarla dormiente. Tuttavia, anche in Italia non manca il desiderio di “aver fatto di più”: molti intervistati affermano che avrebbero voluto investire una quota maggiore.
Giovani eredi: tra social media e rimpianti
Uno dei cambiamenti più evidenti è che Millennial e Gen Z ricevono patrimoni più consistenti in età più giovane, ma spesso si affidano a fonti discutibili. Il 27% dei Millennial preferisce cercare consigli sui social media o da cosiddetti finfluencer, mentre solo il 18% si rivolge a un consulente finanziario.
Il risultato? Il 65% degli eredi appartenenti alla Generazione X e Millennial dichiara di avere rimpianti sulla gestione del denaro ereditato. Quasi due su cinque affermano che avrebbero voluto investire di più.
Pianificazione successoria: ancora poca chiarezza
Il passaggio generazionale non è sempre gestito al meglio. Tre quarti dei titolari di patrimoni ammettono difficoltà nella comunicazione della pianificazione successoria. Inoltre, il 79% degli intervistati non lascerà indicazioni precise su come utilizzare l’eredità.
Nonostante questo, molti continuano a rivolgersi ad avvocati (61%) e commercialisti (49%), mentre solo il 20% si affida a consulenti finanziari. In Italia, il quadro è ancora più informale: il 66% preferisce discutere la successione con amici o familiari, piuttosto che con un esperto.
Un altro dato rilevante riguarda l’utilizzo concreto dell’eredità ricevuta: solo il 22% viene investito in fondi comuni e appena l’11% in fondi pensione. La maggior parte del capitale rimane inutilizzato o impiegato in modo poco strategico. Non sorprende, quindi, che il 60% dei titolari di patrimoni non sia soddisfatto del modo in cui ha usato l’eredità e che un terzo si rammarichi di aver investito troppo poco.
“Si stima che nei prossimi decenni saranno trasferiti migliaia di miliardi di dollari dai Baby Boomer alle generazioni più giovani negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi asiatici sviluppati”, spiega Guy Henriques, Presidente del Client Group Europa e Asia di Capital Group. “I Millennial e la Generazione Z stanno ricevendo eredità più consistenti in età più giovane e potrebbero trarre vantaggio dalle conoscenze del mercato e dalla prospettiva di investimento a lungo termine di un consulente finanziario”.
Henriques sottolinea anche l’importanza di una guida esperta: “In Capital Group abbiamo costruito partnership di lungo corso con wealth manager, basate sulla convinzione che una consulenza finanziaria di esperienza e solidi rendimenti a lungo termine garantiscano risultati migliori ai detentori di patrimoni e ai loro beneficiari”.