Transparency International e corruzione in Italia: classifica 2019

23 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

L’Italia conquista il 51esimo posto (su 180) nell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2019 pubblicato oggi da Transparency International aggiudicandosi un punteggio di 53/100.

Percezione della corruzione: la posizione dell’Italia

Il nostro Paese guadagna ben 12 punti dal 2012 ad oggi, ma l’ultimo anno segna una decisa frenata rispetto ai precedenti. L’Italia guadagna un solo voto in più rispetto al 2018, lasciando la sufficienza ancora lontana e molti problemi strutturali irrisolti. I recenti fatti di cronaca dimostrano come nel nostro paese ancora spadroneggi la criminalità organizzata preferendo spesso l’arma della corruzione che oggi ha assunto forme nuove.
Come rivela Transparency International, altra questione rilevante in Italia è la regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse, in attesa di quella regolamentazione annunciata da molto tempo e mai realizzata.  e audizioni che ancora non si sono trasformate in atti concreti. In questo triste scenario si inserisce anche il tema degli appalti pubblici.

Siamo lieti di vedere un ulteriore miglioramento” ha dichiarato Virginio Carnevali, Presidente di Transparency International Italia “ma sinceramente speravamo in qualcosa di più. Il rallentamento è dovuto a diversi problemi che il nostro Paese si trascina da sempre senza riuscire a risolverli”.

 

 

I paesi in testa alla classifica di Transparency International 2019

Dominano la classifica Danimarca e Nuova Zelanda come già l’anno scorso. Stesso discorso per il fondo del ranking, dove troviamo ancora Somalia e Sud Sudan.

In Europa oltre alla Danimarca fanno bella figura anche Finlandia e Svezia, mentre Bulgaria, Romania e Ungheria occupano le ultime tre posizioni della classifica continentale. A livello globale spiccano la caduta di Canada (-4 punti), Francia e Regno Unito (-3) mentre colpiscono in positivo la Spagna (+4) e la Grecia (+3). Tra i Paesi del G20 rimangono stabili Germania e Russia (rispettivamente con un voto di 80 e di 28 come nel 2018) mentre perdono due punti gli USA (69 contro i 71 precedenti).