Traffico, difficoltà parcheggio, acqua: i problemi più avvertiti dalle famiglie italiane

29 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Interessante la fotografia che l’Istat fornisce dell’Italia nel suo consueto annuario statistico.

Il report mette in evidenza le abitudini, nel 2015, delle famiglie italiane e anche i problemi più sentiti nella zona in cui abitano.

Al primo posto il traffico (38,4%), seguito dalla difficoltà di parcheggio (37,3%), l’inquinamento dell’aria (36,7%), la sporcizia nelle strade (31,6%), il rumore (31,2%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (30,5%) e la qualità dell’acqua di rubinetto (30,0%).

In ultima posizione nella classifica top dei problemi si trova l’irregolarità nell’erogazione dell’acqua, che costituisce un problema solo per il 9,2% delle famiglie ma è particolarmente sentito in Calabria, Sicilia e Sardegna dove è segnalato rispettivamente dal 37,7, 24,1 e 21,1% delle famiglie.

Nelle Isole si registra anche la percentuale più alta di famiglie che dichiarano di non fidarsi della qualità dell’acqua di rubinetto (52,2%).

Secondo i dati snocciolati dall’Istat emerge inoltre che solo 1 italiano su quattro usa i mezzi pubblici per spostarsi n città. Il 16,2% si sposta con i mezzi extra-urbani mentre il 31,13% ha preso il treno almeno una volta. Il mezzo di trasporto preferito per spostarsi e soprattutto per recarsi al lavoro o a scuola rimane l’automobile che nel 2015 è usata da 7 occupati su 10 e da un terzo degli studenti.

Cala l’uso della bicicletta sia tra gli studenti (nel 2015 la usa il 2,4% contro il 3% del 2014) che tra gli occupati ( nel 2015 la usa il 3,5% contro il 4,3% del 2014).

Ma gli italiani sono soddisfatti per la qualità del servizio di trasporto pubblico? In media, secondo quanto rivela l’Istat, la percentuale dei soddisfatti è più bassa rispetto a chi sceglie il trasporto ferroviario o su pullman.

“Questa tendenza si conferma anche nel 2015: scende infatti la soddisfazione per la frequenza delle corse e la puntualità dei mezzi urbani mentre aumenta la puntualità di pullman e corriere”.

Dall’annuario dell’Istat emerge anche che in Italia sono in calo le famiglie proprietarie di immobili in cui vivono, 71,2% nel 2014 contro il 73,4% del 2013.

Tra queste famiglie proprietarie di immobili, il 19,3% sta attualmente pagando un mutuo, un dato in aumento rispetto al 16,6% del 2013. In crescita il numero di coloro che vivono in affitto, dal 16,7% del 2013 al 18,7% del 2014.

Dal rapporto dell’Istat emerge anche che nel corso del 2014 si è fermata la flessione della spesa media mensile delle famiglie italiane: 2.488 euro con punte al Nord-Ovest di 2.798 euro mentre le famiglie delle isole si fermano a 1.871 euro.

Per i prodotti alimentari le famiglie spendono in media al centro 436 euro, 449 al Nord e 438 euro a Nord Over, mentre al Sud aumentano gli acquisti negli hard discount.

Confermata la forbice tra l’occupazione del Nord e quella del Sud dell’Italia. Nelle regioni del Mezzogiorno il tasso di disoccupazione in media nel 2014 è salito al 20,7%, tra i valori più alti in Europa dopo Grecia e Spagna. Anche al Nord e Centro disoccupazione in aumento l’anno scorso ma in modo più contenuto rispetto al Sud. Nelle regioni del Nord i senza lavoro ammontano all’8,6% mentre in quelle del centro è all’11,4%. La media nazionale è salita al 12,7% per un numero complessivo di disoccupati di 3,26 milioni, il livello più elevato dal 1977.

Sul capitolo salute:

Nel 2015 il 69,9% della popolazione ha dato  un giudizio positivo del proprio stato di salute (valore stabile rispetto a un anno prima), più elevato fra gli uomini (73,4%) che fra le donne (66,5%). A parità di età, già dai 45 anni in su le donne appaiono svantaggiate: nella fascia di età 45-54 anni il 72,5% degli uomini si considera in buona salute contro il 68,6 delle coetanee ma le differenze maggiori si hanno tra i 65 e i 74 anni (44,3% contro 36,6%) e i 75 anni e oltre (29,6% contro 21,6%).

Tra le regioni italiane le situazioni migliori si evidenziano a Bolzano (85,8%), Trento (78,8%) e Valle d’Aosta (72,4%), la peggiore in Calabria (60,8%) e Sardegna (64,7%).

Riguardo alle patologie croniche, il 38,3% dei residenti dichiara di essere affetto da almeno una fra le 15 considerate (valore stabile rispetto al 2014); le più diffuse sono l’ipertensione (17,1%), l’artrosi/artrite (15,6%), le malattie allergiche (10,1%), l’osteoporosi (7,3%), la bronchite cronica e l’asma bronchiale (5,6%) e il diabete (5,4%).

Si ferma il declino del numero di fumatori, nel 2015 si dichiara fumatore il 19,6% della popolazione over14, contro il 19,5% nel 2014 e il 20,9% nel 2013. Il tabagismo è più diffuso fra gli uomini (24,6%) che fra le donne (15,0%). Per i primi il picco viene raggiunto nella classe di età 25-34 anni (33,0%) mentre per le fumatrici nella classe di età 55-59 (20,8%).