TEMPESTA SULLE ASSICURAZIONI FRANCESI

15 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

A distanza di quasi due mesi dalle terribili tempeste di vento che hanno sconvolto la Francia l’antivigilia di Natale, le compagnie di assicurazione hanno fatto i conti e scoperto un dato che ha messo in allarme il settore: tutte insieme debbono pagare indennizzi per novemila miliardi.

E lo debbono fare entro tre mesi perché in Francia, Paese dove assicurare l’abitazione contro qualunque guasto o danno (da una perdita d’acqua al crollo del tetto) è uso antico e generalizzato, non consente troppe dilazioni e le controversie vengono risolte con grande rapidità.

La catastrofe naturale rischia di mettere in ginocchio sopratutto le società di assicurazione più radicate nelle regioni che hanno sofferto i danni maggiori. Groupama-Gan, ad esempio, la seconda compagnia francese nel settori danni immobiliari, ha la più parte dei clienti nella zona atlantica e dell’est, quelle più squassate dalla tormenta. Ha ricevuto 470 mila richieste di indennizzo per una cifra record che oscilla tra i 1.200 e i 1.800 miliardi di lire.

Agli specialisti della previdenza, i guai derivano sopratutto dalla …loro imprevidenza.

E’ noto che le società di assicurazione si riassicurano a loro volta presso altre società in modo da dividere i rischi. Ma questo si è verificato solo per Axa, la più grande compagnia di assicurazioni del mondo, che deve pagare risarcimenti per millecento miliardi, coperti da una polizza di riassicurazione per millequattrocento. Altre compagnie non sono state così lungimiranti.

La Maaf, più che ben piazzata sul mercato, deve pagare quasi quattrocento miliardi ma di questi ne ha riassicurati solo il quaranta per cento; mentre la Macif, altro gruppo di tutto rispetto, a fronte di trecento miliardi netti da pagare ne ha riassicurati poco più di novanta.

Come si fa fronte a una situazione certamente preoccupante? Facile. Col sistema antico di aumentare i premi.

In genere in Francia assicurare una casa di medie dimensioni contro qualunque tipo di rischio e danno costa 320 mila lire l’anno. Dal 1996, quando si raggiunse il tetto massimo di 340 mila lire, i premi sono sempre scesi. Ma ora è già stato annunciato che a partire da quest’anno e per un periodo sicuramente non inferiore ai quattro anni, i premi saranno aumentati del 4 per cento. Considerato che l’inflazione sfiora appena l’uno per cento, si tratta di un bel salasso.

Colpa di un vento come non lo si vedeva da un secolo, certamente. Ma anche del fatto che gli assicuratori non si sono assicurati. Bella contraddizione.